CATANIA – “Sappiamo di chiedere un sacrificio invitando tutti a una giornata di astensione dal lavoro, ma da soli non si vince. E noi vogliamo che vinca chi, come noi, preferisce rappresentare le attese e le sofferenza dei cittadini, piuttosto che le ragioni di Palazzo. Il Governo ci ascolti. Lo abbiamo già costretto a farlo con la grande manifestazione del pubblico impiego in piazza del Popolo a Roma, il mese scorso”.

A dichiararlo è il segretario nazionale della UIL FPL Giovanni Torluccio intervenendo ai lavori del direttivo regionale che si è tenuto a Catania proprio per parlare di sanità ed enti locali, con particolare riferimento all’esercito dei 20 mila precari che lavorano nella nostra isola.
“Sono loro a portare avanti gli enti locali, a evitare che si fermi la macchina burocratica: il loro lavoro è indispensabile. Nonostante questo però ancora la possibilità di una stabilizzazione è lontana e adesso a rischio c’è anche il rinnovo dei contratti. Da qui la decisione di scendere in piazza il prossimo 10 dicembre”, aggiunge Torluccio evidenziando come la manifestazione del 10 a Palermo fa da apripista al grande sciopero nazionale che si terrà in tutta Italia il 12 dicembre.
“Noi – gli fa eco il segretario regionale Enzo Tango – abbiamo in Sicilia qualche motivo in più per scioperare: dal problema del precariato, come accennato, a quello della sanità. Sanità che si basa anch’essa sul lavoro di molti precari che da anni aspettano la stabilizzazione mai arrivata. Senza dimenticare i problemi atavici che investono i nosocomi siciliani con mancanza di personale e posti letto: è la Regione che fa? Pensa a tagliare altri posti letto, a chiedere un nuovo mutuo da 2 miliardi per pagare i debiti, a chiudere reparti. Se siamo in questa situazione è colpa della politica”, conclude Enzo Tango.
Insomma ciò che non funziona è la politica secondo gli esponenti della UIL FPL: “la politica siciliana è lo specchio della politica fallimentare a cui stiamo assistendo a livello nazionale: lo stesso attacco al pubblico impiego che viviamo a livello nazionale con il blocco del turn over o del rinnovo dei contratti, lo si vive in Sicilia dove c’è un Governo che non applica mai soluzioni ma crea problemi, come capita anche per la sanità”.
Torluccio, analizzando anch’egli la politica nazionale, “l’applicazione del Job Acts non porterà certo alla soluzione del problema occupazionale in Italia, anzi nuovi disoccupati si creeranno. Senza contare che con l’Art.18 si mette in discussione ogni diritto del lavoratore: questo governo sta passando come un rullo compressore su tutti i diritti dei cittadini. Il settore sociale è sempre più sottovalutato: c’è gente che non può più pagare i ticket, il bisogno di salute viene negato: dobbiamo garantire ai cittadini più bisognosi ciò di cui hanno bisogno. Noi invitiamo Matteo Renzi ad andare a pranzo in una mensa sociale o in quella della Caritas anziché andare in cene dove per partecipare occorrono mille euro: solo così può capire quali sono i veri problemi dell’Italia”, conclude Torluccio.
Nel suo intervento Stefano Passarello, segretario provinciale della UIL FPL,
ha analizzato la critica situazione dei comuni, la maggior parte dei quali in dissesto: “ciò porta a una diminuzione di tutti i servizi e quei pochi che vengono garantiti costano troppo. Proprio i comuni per fare cassa aumentano i tributi: ciò però porta a un impoverimento generale che deve allarmarci. Anche nel settore sanitario dobbiamo intervenire perché – come sempre denunciato – serve urgentemente nuovo personale perché la situazione è divenuta insostenibile”.

 

Scrivi