di Agnese Maugeri

Taormina- Le giornate al Taormina Film Festival scorrono veloci tra i tanti appuntamenti, così come le lunghe notti di premiazioni e proiezioni all’anfiteatro greco, neanche il tempo con gli improvvisi acquazzoni sembra poter offuscare le stelle di Taormina.

Premi Oscar e solidarietà corrono paralleli nel Red Carpet della kermesse, una seconda giornata che ha preso il via con l’importante Tao Class di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, premiati la sera stessa al teatro greco.

10351321_520706918056280_4888368318629258383_nLa prima lezione della TaoClass fatta dalla coppia di scenografi che hanno vinto ben sei statuette  Oscar, notevole la loro modestia e semplicità nel raccontare esperienze e aneddoti della loro vita e del loro mestiere. Ferretti ha ammesso di aver sbagliato parecchie volte soprattutto all’inizio dell’illustre carriera ma sottolinea lo scenografo «il difetto interno fa parte della perfezione come sosteneva anche Truffaut».

Le loro scrivanie piene di bozzetti e modellini sui quali si muovono irrefrenabili idee, filtrare i pensieri del regista e tradurle in immagini è il loro punto di partenza, ed è ciò che hanno fatto nei tanti film realizzati con Scorsese tra i quali “The Avietor” e “Hugo Cabret” premiati come miglior scenografia. Ferretti parlando del regista italo-americano ha detto che stanno lavorando insieme a un nuovo film “Silence” tratto da un romanzo sull’opera di conversione del Giappone fatta dai missionari cattolici, religiosi che furono atrocemente uccisi. Francesca Lo Schiavo con Scorsese vorrebbe invece girare un film sulla vita di Frank Sinatra.

I due pluripremiati scenografi non dimenticano di essere italiani neanche nei loro lavori, sostengono che gli americani hanno una cultura diversa dove tutto dev’essere realizzato senza errori in modo perfetto, invece loro si dichiarano dei distratti che commettono degli sbagli ma molto spesso proprio grazie a questi le loro creazioni migliorano.

Nel pomeriggio si è svolto l’incontro con Valeria Solarino al Campus del Taormina Film Festival, anche lei ha poi ricevuto la sera il Premio Cariddi sul palco. Una bellezza naturale dallo sguardo malinconico, giovane donna di 35 anni con tanto cinema e teatro alle spalle, siciliana per metà in quanto il padre e i nonni sono originari di Modica, anche se è cresciuta  a Torino, come lei stessa afferma il suo aspetto ricorda il nostro meridione «molti registri sono stati convinti dal mio aspetto e dai miei colori per scegliermi in ruoli di donne del sud, anche se in realtà sud e Sicilia sono concetti diversi».

La Solarino ha proseguito raccontando il suo percorso professionale iniziato anni fa alla scuola di recitazione dell’autorevole Teatro Valeria-Solarino-660x330Stabile di Torino «all’inizio il mio scopo principale era lo studio e l’università, la recitazione mi affascinava e pensavo di poterla fare poche ore nel pomeriggio, invece con il passare del tempo mi sono resa conto di essermi sbagliata e il teatro divenne la mia priorità, tutta la mia vita».

Il debutto sul grande schermo è arrivato con “Fame chimica” nel 2003, tutta la sua classe di recitazione aveva preso parte al cast e lei rimase sorpresa di essere scelta come protagonista, da lì seguirono molte altre pellicole “Che ne sarà di noi – Smetto quando voglio – Una donna per amica – Una grande famiglia – Anita G. e Viola di mare (il suo preferito)”.

Sin da bambina la passione per la recitazione era insita in lei, racconta Valeria che la sua famiglia si rese conto di questo durante le festività di un particolare Natale «la prima volta che mi cimentai nell’imitare qualcuno fu mio fratello, che io adoro, declamando la poesia di Natale, ma noi attori esibizionisti dobbiamo esserlo per natura».

Nei suoi progetti futuri un nuovo film con Michele Placido dopo l’iconico Vallanzasca, regista che la Solarino ammira particolarmente perché, in quanto attore prima di tutto, riesce a tirar fuori il meglio da ogni interprete.

Il Taormina Film Festival quest’anno è attivo nei confronti della solidarietà, l’abbiamo visto la prima sera con i contributi visivi fatti dalle diverse associazioni di tutela delle donne, e anche in questa seconda serata non è mancato sul palco un momento speciale dedicato ai bisogni del prossimo. Durante la serata di premiazione Franca Sozzani direttrice di Vogue Italia, recentemente nominata ambasciatrice contro la fame nel mondo del World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite, ha consegnato il premio Humanitarian Taormina Award a Ertharin Cousin direttrice esecutiva del WFP, per l’impegno nell’affrontare la crisi umanitaria nella Repubblica Centrafricana.

Poco prima dell’inizio della serata, abbiamo fortuitamente incontrato la mitica Franca Sozzani, inconfondibile nella sua figura minuta, con i lunghi capelli biondi in un elegante abito da cocktail color pastello con ricami di paillettes.

La Direttrice cortese e disponibile come pochi in questi giorni del Festival, felice di trovarsi nella bella Taormina in questa importante sessantesima edizione del Festival, ci ha espresso tutta la sua emozione nel poter consegnare il premio in qualità di neo-ambasciatrice alla direttrice WFP Ertharin Cousin per l’ammirevole lavoro che svolge; secondo la Sozzani bisogna dare più potere alle donne sul fronte dei diritti economici e fornire istruzione ai bambini grazie anche ai programmi di alimentazione scolastica, progetti di cui anche lei ora si occupa in prima persona.

Agnese Maugeri

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