di Giuliana Avila Di Stefano

CATANIA – La musica e l’arte possono aiutare a superare le polemiche, almeno per una sera, e a riconoscere la grandezza di chi le possiede: questo, è andato in scena ieri sera al Teatro Massimo Bellini di Catania, durante il Premio Bellini d’Oro, manifestazione organizzata dalla Società Catanese degli Amici della Musica, e ospitata nell’ambito del Bellini Festival, il cui responsabile artistico è Enrico Castiglione.

Infatti, ad applaudire i premiati, il mezzosoprano Daniela Barcellona e il tenore John Osborn, non solo il pubblico ma anche i precari del teatro, che da quasi un mese stanziano sul tetto, e che hanno ricevuto, dopo l’eccellente ed emozionante esibizione, parole di alta solidarietà.

 Ieri sera hanno vinto la cultura e il belcanto, insieme a una soirée musicale che continua a fare onore alla città e al suo genius loci.

I presenti, hanno assistito a un concerto sinfonico-corale che ha visto la partecipazione di Daniela Barcellona e di John Osborn, oltre l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini, la prima diretta dalla bacchetta di Alessandro Vitiello, il secondo guidato da Gaetano Costa.

Presenti all’evento anche il sindaco Enzo Bianco e la sovrintendente Rita Gari Cinquegrana.

Questo Premio viene assegnato dal 1968 a personalità di spicco della scena lirica, e nel suo albo d’oro, annovera presenze autorevoli della storia dell’interpretazione belliniana: da Montserrat Caballé a Joan Sutherland, da Edita Gruberova a Cecilia Bartoli, da Luciano Pavarotti a Giuseppe Di Stefano, da Vittorio Gui a Gianandrea Gavazzeni a Riccardo Muti.

La vibrante festa della musica nel segno del Cigno, si è aperta e conclusa nel segno del capolavoro belliniano, Norma, del quale sono stati proposti ampi estratti; ma ha proposto anche pagine, tra le più celebri, tratte da Nabucco e Il trovatore di Giuseppe Verdi, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea.

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