CATANIA Mancano ancora quaranta giorni alla scadenza e già da mesi giungono da tutta Italia i copioni in lizza per la prima edizione del concorso di drammaturgia Mario Giusti, storico direttore del Teatro Stabile di Catania, di cui fu uno dei padri fondatori.

            L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’attuale gerenza guidata dal presidente Nino Milazzo e dal direttore Giuseppe Dipasquale, per celebrare la memoria e le scelte artistiche di uno dei personaggi più importanti della storia dello Stabile. Da sempre promotore del rinnovamento della produzione, il nome di Giusti è infatti legato anche al lancio sulla scena teatrale di giovani drammaturghi ma soprattutto di scrittori già autorevoli come Leonardo Sciascia e Giuseppe Fava.

            Il concorso coerente con il percorso di valorizzazione della nuova drammaturgia, da tempo intrapreso dallente si rivolge ad autori teatrali under 35, che avranno loccasione di presentare le proprie opere inedite e mai rappresentate. I testi dovranno essere inoltrati entro il 20 dicembre 2014 alla segreteria del Premio, al seguente indirizzo: Teatro Stabile di Catania, via Museo Biscari n.16, Catania. Il riconoscimento per il vincitore consisterà nella messa in scena del testo originale da parte del TSC, che ne allestirà la produzione nel corso della successiva stagione.

            Grande è la curiosità sui temi che saranno trattati nelle opere candidate come sugli stili e le modalità espressive. Interessante sarà vedere se prevarranno le urgenti problematiche sociali o lindagine esistenziale o altro ancora, come infinite sono le vie dellarte e del teatro. Non sono infatti previste alcune restrizioni o limitazioni di genere per i lavori presentati in concorso, sottolineando ancora una volta la politica di apertura culturale del teatro, in costante equilibrio tra tradizione e innovazione, tra una drammaturgia di impianto classico e i linguaggi emergenti che sono il portato delle nuove generazioni.

            Si continua così sulla scia aperta e segnata da Giusti. Fu proprio la sua felice intuizione di uomo di teatro a portare sulle scene i lavori di Sciascia, avviando un rapporto proficuo e duraturo, già a partire dai primi anni Sessanta. Si ricordi, ad esempio, Recitazione della controversia liparitana dedicata ad Alexander Dubček, commedia scritta appositamente per lente teatrale etneo. Anche i più celebri romanzi di Sciascia sono stati trasposti per la scena dallo Stabile: basti menzionare Il giorno della civetta e Il consiglio dEgitto. Di Giuseppe Fava, invece, Giusti sottolineava la forza dimpatto sul pubblico prodotta dalle sue opere, tra cui si annoverano La violenza e Cronaca di un uomo. E gli esempi potrebbero continuare, fino al successo internazionale della commedia musicale Pipino il breve, su musiche di Tony Cucchiara, su testi firmati dallo stesso Cucchiara con la collaborazione di Renzino Barbera.

            A quasi ventisei anni dalla morte di Mario Giusti, il suo teatro prosegue nella direzione da lui intrapresa, con dedizione, lungimiranza e attenzione al cambiamento, mantenendosi al passo coi tempi, in costante dialogo con la società civile. Lo stesso Giusti, in proposito, affermava con estrema convinzione: «Mi conforta una certezza: il teatro avrà sempre un futuro», confermando l’importanza e la necessità di dare spazio a nuove proposte e nuovi talenti per rinnovare e aggiornare l’offerta artistica e culturale.

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