Katya Maugeri

ROMA – Un romanzo ricco di dettagli minuziosi che racconta la “mala educación” della Roma anni Settanta e del delitto del Circeo, “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati vince la settantesima edizione del premio più prestigioso del nostro Paese, il Premio Strega con 143 voti, proclamato dopo la mezzanotte dell’8 luglio con la diretta tv su Rai Tre. La mole dell’opera – quasi 1.300 pagine – “un mattone” così definito scherzando, Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci, non ha intimorito la giuria.  A presiedere il seggio Nicola Lagioia, vincitore della scorsa edizione del Premio Strega.
Nell’Auditorium Parco della Musica, nuovo scenario del premio, Edoardo Albinati è stato proclamato vincitore dopo lo spoglio dei voti dei 400 Amici della Domenica – il corpo votante storico del premio – ai quali si aggiungono i voti di 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti associate all’Ali e i 20 voti collettivi provenienti da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero, per un totale di 460 aventi diritto. “Credo che l’entusiasmo e la fatica di questa vittoria vadano dedicati a Valentino Zeichen, persona cara e nobile, aquila libera che ha protetto e consigliato i miei figli e tutti noi”, ha dichiarato Albinati commosso ricordando il poeta morto il 5 luglio. albina_Il memoir dell’autore racconta il delitto del Circeo e non solo: parla di tutto, di borghesia, mascolinità, identità sessuale, è piaciuto talmente tanto da convincere quasi un terzo dei 460 giurati (400 Amici della Domenica, 40 lettori forti e 20 Istituti italiani di cultura). La vittoria inaugura l’era della Mondadori-Rizzoli.
La scuola cattolica potrebbe approdare al cinema: “Finché non vedo asciugarsi la firma del contratto non dico nulla. Io comunque non darò nessun consiglio a chi lo farà, ne collaborerò alla sceneggiatura ma andrò alla prima”, ha dichiarato Albinati commentando a caldo la vittoria con i giornalisti. “Se fossi giovane, il premio mi avrebbe cambiato la vita ma ora vengono ricompensate le persone che volevano da me qualcosa di più. Per loro è una soddisfazione. Ho scritto questo libro per i lettori che vogliono leggere di più, sapere di più, non solo storie ma pensare alla loro vita attraverso i personaggi”. Al secondo posto, Eraldo AffinatiL’uomo del futuro, Mondadori, con 92 voti, il terzo posto conquistato da Vittorio Sermonti  con Se avessero, Garzanti, 89 voti, quarto Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci Minimum fax, 46 punti e quinta La femmina nuda di Elena Stancanelli, 25 voti.

Si conclude così il settantesimo anniversario dell’ambito riconoscimento letterario, traino per il mondo della cultura italiana, e ogni anno è protagonista di polemiche, rancori, delusioni, ma anche di forti emozioni.

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