“Il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alle presunte vittime, alla famiglia e alla comunità cristiana che subisce – se vera – questa grave e tristissima vicenda di abusi su minori da parte di un sacerdote palermitano, arrestato a Roma”. È con queste parole che don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter Onlus, commenta la notizia di oggi in merito all’arresto di don Roberto Elice, avvenuto a Roma.

Pur ricordando che don Elice è presunto innocente sino a sentenza definitiva, don Fortunato commenta lo sfogo in chat del sacerdote, che ad una parrocchiana avrebbe ammesso di aver avuto “un momento di debolezza” che lo avrebbe portato a compiere gli abusi di cui è accusato. Per don Di Noto. “gli abusi sessuali sono sempre una grave e pericolosa situazione che derivano non da uno scivolone pruriginoso, a maggiore ragione se compiuti da sacerdoti o tutori dei minori (quali padri, madri, educatori)”. E ancora, “l’abuso sessuale è un fenomeno diffuso e sempre più in aumento, un fenomeno presente in tutti i ceti sociali. Non dobbiamo dimenticare che avviene sul minore da parte di figure dominanti anche attraverso atti non esplicitamente violenti; è prevalentemente compiuto da un adulto, che ha una relazione significativa con modalità falsamente ludiche ed ambigue, che sfruttano la relazione affettiva, ma utilizzando una comunicazione di tipo sessuale assolutamente inadeguata e dannosa per i bambini”.

“Ascoltiamo e proteggiamo le presunte vittime di questo sacerdote”, aggiunge. “Possa il corso della giustizia fare sempre più chiarezza, anche da un punto di vista canonico. Atti da purificare, da guarire e superare con giustizia e misericordia questo ‘abominio’: gli atti sessuali su minori sono come le ‘messe nere’, sono contro la vita e non sono amore”, conclude don Di Noto. Meter conferma inoltre il suo impegno per la formazione di sacerdoti e parrocchie con appositi corsi offerti alle diocesi ed alle parrocchie di tutt’Italia.

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