BIANCAVILLA – “Prevenzione della patologia da fluoro-edenite, il modello Biancavilla”, questo il titolo della conferenza di presentazione del progetto di prevenzione delle malattie causate dal minerale naturale killer, che da anni fa tremare la città ed anche i Comuni limitrofi e che proviene da Monte Calvario (sito in passato era utilizzato come cava dalla quale sono stati estratti materiali per l’edilizia le cui polveri sono state respirate dai cittadini; minerale che potrebbe essere tra le cause  primarie di diverse morti per mesotelioma). Di passi da gigante negli anni ne son stati fatti, dalle bonifiche e sino all’ottenimento dei fondi ministeriali che permetteranno al Comune di sanare completamente l’intera area di Monte Calvario per trasformarla “da luogo di morte a luogo di vita”.
Si continua a lavorare quindi per tutelare la pubblica salute e per questo l’amministrazione biancavillese ha promosso la conferenza che, con la collaborazione tra gli altri dell’Istituto superiore di Sanità, all’interno dell’aula consiliare del Palazzo di città, ha preso il via stamane e sino al pomeriggio. Tra i temi trattati: Il Piano Straordinario di Interventi Sanitari per Biancavilla; sorveglianza del mesotelioma; promozione della salute e campagna antifumo; ruolo della scuola e dei media, nonché presentazione della pubblicazione “Prevenzione della patologia da fluoro-edenite: il modello Biancavilla” (supplemento del fascicolo di Maggio 2015 del notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità che nello studio in questione prende non a caso come modello il caso di Biancavilla).
Presenti, tra gli altri ed insieme al sindaco Giuseppe Glorioso, anche Pietro Comba (direttore del reparto Epidemiologia Ambientale – dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria Istituto Superiore Sanità) e Nicola Pondrano, presidente del Fondo Vittime Amianto Roma, intervenuto sulla tutela dei casi di mesotelioma dovuti ad esposizioni ambientali sul territorio nazionale e nello specifico sulla necessità che le vittime di amianto naturale vengano equiparate a quelle di amianto industriale, poiché vittime e familiari dovrebbero avere gli stessi diritti di essere risarciti. In tal senso grandi passi in avanti son stati fatti – afferma lo stesso Nicola Pondrano- che ci ha spiegato come un provvedimento, della legge di stabilità, preveda l’indennizzo in via sperimentale di circa 5.600 euro per coloro che malauguratamente dovessero ammalarsi da ora di mesotelioma a causa delle fibre di minerale naturale  e non solo a causa dell’ amianto industriale. Ad accedere ai fondi per le Vittime di Amianto però non potranno essere i familiari ma solo la persona ammalata.
Insomma l’accento si è posto oggi sulla prevenzione a tutela della salute pubblica (senza dimenticare quelle categorie di cittadini che sono più a rischio per specifiche modalità di esposizione alle fibre di fluoro-edenite, si pensi ai bambini che giocando possono sollevare e respirare le polveri o alle casalinghe a causa dei lavori di pulizia delle abitazioni o degli indumenti; ma anche gruppi occupazionali quali lavoratori edili ed addetti all’agricoltura. In questi casi l’acqua è sempre l’alleato migliore, infatti bagnare il terreno, ad esempio mentre si pulisce una pubblica via, aiuta e non poco al sollevarsi di possibili polveri mortali là dove non si è ancora intervenuti con le operazioni di bonifica).

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