di Flora Bonaccorso

CATANIA – Nel pomeriggio, nell’Aula Famà del Tribunale di Catania, si è celebrata la prima udienza del dibattimento di primo grado nei confronti di Angelo Lombardo, fratello dell’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. L’accusa è di essere concorrente esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, contestazioni di tipo elettorale con aggravanti di tipo mafioso, e di aver intrattenuto rapporti con soggetti appartenenti a organizzazioni criminali per il reperimento di voti.

L’avvocato Calogero Licata, che difende Angelo Lombardo, ha comunicato la disponibilità del suo assistito a farsi interrogare; ma nei confronti dei collaboranti Gaetano D’Aquino, Maurizio Li Gati, Francesco Iacona ed Eugenio Sturiale – inseriti ai capi 82, 83 84 e 89 della lista testi del PM – l’avvocato Licata ha sollevato l’eccezione stante che, spiega, “si tratta di collaboranti che hanno già reso dichiarazioni nel contraddittorio a carico di Raffaele Lombardo e Angelo Lombardo davanti alla Quarta sezione del Tribunale, dunque secondo il Codice si tratta di un’attività che non si deve ripetere tranne che non si riconosca la necessità”.

Al riguardo, la presidente Grazia Caserta si riserva di decidere all’udienza del 26 febbraio 2015, mentre rispetto agli esiti dei pedinamenti il Tribunale ha ritenuto di dover prima sentire i verbalizzanti e poi di valutare se acquisire i documenti.

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