di Flora Bonaccorso

CATANIA – Oggi c’era grande attesa per Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, invece il pubblico ministero ha ascoltato il senatore Antonio Scavone, all’epoca del fatto direttore generale dell’Asp 3 di Catania. La parola a Fidelbo passerà all’udienza del 21 aprile 2015.

Scavone respinge le deduzioni del pm, e lo fa sul piano amministrativo: “La legge finanziaria del 2007 [quella finanziaria stanziava 10 milioni, su  circa 110 miliardi di euro, per sperimentare sul territorio nazionale le case della salute, al fine di ridurre il sovraffollamento degli ospedali, Nda] prevedeva che solo le regioni potevano presentare i progetti al Ministero della Salute”.

In parole semplici, l’Asp non aveva titolo nei confronti del ministro relativamente all’istituzione delle case della salute.

Tuttavia, Scavone ammette che il 26 novembre del 2007 fu proprio lui a trasmettere all’assessore regionale un progetto di massima per una Casa della Salute e che fu lui a suggerire di realizzarla presso l’ospedale di Giarre; stante che il Consorzio del quale facevano parte l’Università, l’Ordine dei Medici di Catania e la società di Melchiorre Fidelbo, lo informarono, per iscritto prima e telefonicamente dopo, che da parte loro c’era la volontà a collaborare perché la provincia di Catania si attrezzasse di una Casa della Salute.

Il senatore Scavone lamenta la confusione che si è ingenerata tra aver ascoltato le aspettative di un Consorzio e aver chiesto allo stesso Consorzio di entrare a farvi parte: “Chiesi di essere ammesso nella qualità di ente pubblico e a costo zero, per gestire insieme ad esso il registro dei tumori”. Infatti, precisa Scavone, “la nota sulla Casa della Salute risale al 26 novembre 2007; la nota con cui esprimo al Consorzio la volontà di farvi parte reca la data 11 dicembre 2007”.
Il suo difensore, l’avvocato Carmelo Galati, ha annunciato che depositerà daccapo tutta la documentazione, avendo ora cura di produrre i numeri di protocollo per poter ricostruire con precisione temporale la posizione del suo assistito.

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