Marco Iacona –

 

“Senza Lucio” docu-film su Lucio Dalla ha il pregio della modestia. Proiettato al cine “King” di Catania venerdì 30 alle 18, alla presenza del regista Mario Sesti e del produttore Massimiliano De Carolis. Prima nazionale – in realtà terza dopo le proiezioni novembrine di Torino e Sorrento – per il pubblico siciliano, tutto mare e montagna, cioè l’Etna: più in là va, ma con lentezza. Il film è noioso; montaggio fotografico a catena interrotto da una manciata di interviste. Protagonista assoluta la voce fuori campo di Marco Alemanno che racconta quel che sa della vita del cantautore.

Se ai siciliani dici che la loro terra è bella, misteriosa e accogliente li incolli allo scherzo per novanta minuti – giusto una partita di calcio senza emozioni. Il pregio della modestia. E non è poco. Sesti non ha voluto strafare, né ha pensato di cavalcare l’onda commerciale proponendo la pappetta per amanti della nota. Il lavoro è originale non eccentrico, indaga un dietro le quinte poco emozionante, semmai curioso. Con la storia del papà di Lucio oggetto misterioso (fa ridere, c’è chi pensa sia figlio naturale di padre Pio), e le origini di “Caruso” canzone che ha raccolto molto più di quel che meritava. Cantata da un Pavarotti allo sbaraglio.

Per Dalla l’Italia partiva da Roma e finiva in Sicilia. È il limite di chi, seppur con talento ineguagliato, tesse l’elogio delle rivendite di immagini e parole. “Errore” nel quale sono caduti artisti di altra levatura. Polemiche a parte, come Sesti dice si esce dal cinema con la “voglia matta” di andare a sentire i dischi di Dalla. Nel film di musica ce n’è pochina ed è un bene per la stessa produzione che altrimenti non sarebbe andata al di là della routine. Le immagini sono delle regioni che il cantante amava: Puglia, Sicilia, Campania e la sua Emilia. Con le prime due aveva un rapporto speciale. Le foto sono quasi tutte dell’archivio “segreto” di Alemanno. «La sensazione di mancanza» non deve cessare. Dalla non è più tra noi e cercare di ridonargli la vita – con altre immagini – sarebbe stato uno stratagemma dalle gambe corte.

Il film è il bisogno di condividere «la sensazione di vuoto» trasmessa dalla scomparsa di Dalla. Una ricostruzione della vita, soffice quanto basta. Dalla era artista ricchissimo di interessi e passioni. Artista rinascimentale che aveva avuto nella mamma, di origini pugliesi, la prima sincera tifosa. Cantare non era la sua aspirazione principale. Avrebbe voluto fare altro, dopo essersi affermato come jazzista e come artista pop grazie a Gino Paoli. Voleva fare l’attore, e di film ne girò. Amava cimentarsi nella “terra di nessuno” della lirica, il risultato giace nel settore non classificabili.

Uomo di spettacolo capace, comunicativo. Chi scrive lo vide a Roma nella seconda metà degli Ottanta. Era generoso, sincero. Prima di morire progettava un tour con Franco Battiato (vicino di casa). Sesti sottolinea il rapporto speciale di Dalla con l’Etna: l’artista abitava alcuni periodi dell’anno queste zone e si muoveva con entusiasmo e vivacità tra un paese e l’altro.

Il film uscirà in sessanta sale il 4 marzo giorno di nascita di Dalla. Chi dimentica? Il bolognese morirà il 1° marzo 2012 di infarto, a Montreux.

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