Il recente caso Vannoni pone all’attenzione della pubblica opinione i sempre più frequenti casi di esercizio abusivo della professione, che specie in campo medico configurano aspetti seri di pericolosità sociale. Diventa un’esigenza sociale proteggere dagli imbroglioni e dai falsi operatori della sanità in particolare le persone anziane. Infatti, negli ultimi vent’anni l’allungamento della vita è stato intenso e rapido, con la conseguenza dell’allungamento della durata media di vita dell’intera popolazione; così, se è stata eliminata quasi completamente la mortalità precoce,  tuttavia i nostri anziani che riescono a superare gli 80-90 anni sono più fragili. Il dipendere sempre più, parzialmente o totalmente, dagli altri è diventato drammatico, per cui si assiste a  una  conseguente crescita del bisogno di un’assistenza continua e prolungata nel tempo che determina una cronicità emergente. Ma spesso la persona anziana non è oggetto di rispetto e di considerazione sociale, sicché i tentativi di imbroglio di questi soggetti deboli crescono di pari passo con le dimensioni del fenomeno dell’invecchiamento demografico, come anche cresce la tentazione di approfittare di persone cui è stato diagnosticato un male incurabile e sono dalla disperazione portati ad affidarsi e chi promette anche miracoli.

E’ necessario pertanto – come il caso Vannoni sta a dimostrare – fare attenzione a determinate figure, anche ‘minori’, come ad es. gli odontotecnici che si spacciano per odontoiatri: all’odontotecnico spetta, infatti, solamente la progettazione tecnica e la realizzazione della protesi che sarà inserita in bocca solo dal  medico dentista. Ciò vale anche per i finti omeopati e agopuntori improvvisati.  L’agopuntura, infatti, onde evitare conseguenze dannose per il paziente, può essere esercitata solo da medici che hanno la specifica competenza  per fare diagnosi  e praticare la conseguente terapia. O ancora, per i mesoterapisti: la mesoterapia è un metodo di somministrazione intradermica distrettuale o loco-regionale di farmaci della Farmacopea Ufficiale (F.U.) ed è da considerarsi un “atto medico” e per questo da somministrarsi esclusivamente a cura di personale medico; attenzione, dunque, ai centri dove si pratica terapia del dolore. Infine, menzioniamo il caso dei fisioterapisti: su 150 mila operatori che si qualificano come tali  qualcuno, non ha il diploma di laurea specifica ma una laurea  in Scienze Motorie cioè un diploma che abilita all’insegnamento dell’Educazione fisica nelle scuole ma che non dà titolo ad effettuare la fisiocinesiterapia. Insomma, sono circa 30 mila i falsi medici che operano nel nostro paese di cui oltre 10 mila sono falsi dentisti. Da una nota di “Confprofessioni” scopriamo che «tra il 2006 e il 2012 i Nas hanno compiuto quasi 8 mila ispezioni, segnalando all’autorità giudiziaria circa 3 mila violazioni relative all’esercizio abusivo della professione».

L’abusivo esercizio di una professione è un reato penale che è  commesso da un soggetto che svolge attività «tipica e di competenza specifica» della professione regolamentata, senza però essere iscritto all’Albo professionale: medici o operatori delle arti sanitarie ausiliarie (infermieri). Lo scorso 3 aprile è stato approvato dal Senato il Disegno di Legge n. 471 che modifica Il testo dell’articolo 348  del codice penale per porre, in maniera più incisiva, un freno all’esercizio abusivo della professione medica. Il reato era prima punito con la pena della reclusione fino a 6 mesi o con la multa da euro 103 a euro 516. Il nuovo ddl prevede la reclusione fino a 2 anni, la confisca delle attrezzature utilizzate, una multa da 10.000 a 50.000 euro e la pubblicazione della sentenza; inoltre se nel corso  dell’esercizio abusivo dell’arte sanitaria vi sono delle lesioni gravi è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni, mentre quella per lesioni gravissime va da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione. Anche l’abusivo esercizio delle arti sanitarie ausiliarie viene più fortemente sanzionato con l’introduzione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.582 euro a 5.164 euro. La pena si estende anche a chi,  medico, agevola l’esercizio abusivo da parte di un soggetto non medico.

Bisogna conoscere e informarsi per avere maggiore consapevolezza.

Non facciamoci imbrogliare: prima di recarci in uno studio medico o dentistico verifichiamo sempre che il professionista sia effettivamente laureato e abilitato. Come? Basta andare su sito dell’anagrafica dei professionisti sanitari e  inserire il cognome (e possibilmente anche il nome e la provincia) del dottore e si vede se è iscritto all’albo o no.

A proposito dell'autore

Medico e mesoterapista

Nato a Messina il 21-08-1948, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia (anno accademico 1975-76)  presso  l’Università Degli Studi di Catania; iscritto all’Albo dei Medici della provincia di Catania col N° 5315. Dal  Giugno 1977 ad oggi è medico di Medicina Generale convenzionato. È iscritto alla Società Italiana di Mesoterapia, alla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) dove copre il ruolo di probiviro, alla Società Scientifica dei Medici di Medicina Generale (METIS), alla Società Italiana Medicina Generale (SIMG). Svolge attività didattica e tutoriale per i corsisti nel Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale. Medico valutatore ai sensi del D.M.445/2001 è abilitato alla valutazione dei neo laureati in Medicina e Chirurgia ai fini dell’abilitazione professionale e altresì, sempre per conto dell’Università degli studi di Catania, svolge attività didattica e tutoriale (tirocinio professionalizzante) nei confronti degli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.  

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