di Agnese Maugeri

SKMBT_22313072913191Catania- Il Palazzo della Cultura di Catania ospita fino al 15 giugno la mostra intitolata “40 anni di Verticalismo. La via del possibile”, ideata e curata dall’artista Salvatore Commercio fondatore del gruppo Verticalista catanese.

Nella città etnea nel 1973 si costituisce un movimento artistico, culturale e sociale polisemico, il gruppo che comprende artisti e intellettuali, spazia su tutte le attività umane; il punto comune è il Verticalismo. Con questo termine gli adepti al movimento vogliono indicare che l’universo viene concepito come uno spazio verticale e in esso il divenire della società o del singolo uomo corre in direzione del possibile; si viene a creare un luogo identificato come casa comune.

L’universo, nato dal nulla, è un campo di possibilità così come lo è la vita dell’uomo, entrambe evolute liberamente tendono a far assurgere l’io a verticale, a possibilità.

La mostra ripercorre gli ultimi quarant’anni della corrente artistica del Verticalismo, sono tanti gli autori che ne fanno parte e che con i loro quadri affrontano l’evoluzione sin dagli albori, dal mondo primordiale.verticalismo

In tutte le opere traspare questo ricerca, un elogio verso l’alto che punta al cielo e allo sviluppo, ai cambiamenti, che la natura ha operato nel suo eterno rigenerarsi.

Mossi dalla rottura dei rigidi stilemi artistico-culturali la loro tecnica si basa sulla sperimentazione, usando un linguaggio unico, per ottenere quel mutamento spaziotemporale che rende le opere in perenne crescita lungo “la via del possibile”.

Un susseguirsi di tele e istallazioni che rompono le catene fisiche e psichiche che tengono costretto l’uomo nella nostra realtà e che danno voce alla voglia di libertà, al movimento, per riscoprire quel senso puro di bellezza che ci unisce al divino.

Forme e colori dirompenti coinvolgono lo spettatore in questa corsa verso l’alto, così come i materiali usati, dalla plastica al metallo, ci parlano del nostro vissuto, alcuni quadri ritraggono utensili comuni come la caffettiera, il ferro da stiro il telefono collocati però in quest’ottica di continuo movimento, una serie di infiniti vortici luminosi danno la sensazione di superare i confini delimitati dalla tela e di proseguire all’infinito.

Tanti collages di foto raccontano la società e il nostro io inserito in essa in costante lotta, le istallazioni richiamano ai pregiudizi che si stringono in una rete, caricando di valore semantico le soluzioni plastiche, ciò si può notare nella catena di un cane fuggito via o nei manichini nudi con gli occhi e la bocca bendati.SANYO DIGITAL CAMERA

Gli artisti del Verticalismo amano usare anche le forme geometriche come si può ben evincere dalle loro tele, a cui viene dato un significato di fuga dal reale, il linguaggio dev’essere semplice fatto di linee chiare e originali capace di raffigurare la quotidianità.

Questi artisti posso essere definite dei cantastorie del terzo millennio anche se le loro storie non sono narrate ma rappresentate, interpretate dai loro occhi attraverso un insieme equilibrato di immagine e cromie, dove la forma guida il colore e il colore invade la forma fondendosi in armonia, generando una flessibilità capace di condurre i visitatori verso l’alto senso del loro verticalismo.

Agnese Maugeri

 

 

 

Scrivi