CATANIA – Su delega della Procura della repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., emessa giorno 11 febbraio dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di C.A.; A.U. – pregiudicato; G.A.C. – pregiudicato; L.R.; L.V., in quanto ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
La misura cautelare accoglie gli esiti di indagini eseguite dalla Squadra Mobile – Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” nel periodo tra aprile e dicembre 2012, che hanno evidenziato come all’interno di due club privè segnatamente “Il Giardino di Giulia”, a Viagrande, ed il “Pantheon”, sito a Pedara, apparentemente riservati a coppie scambiste, si celava l’esercizio della prostituzione.
Gli ideatori ed organizzatori dell’attività di prostituzione risultavano rispettivamente C.A. e A.U. per “Il Giardino di Giulia” mentre G.A.C. e L.R. lo erano per il “Pantheon” dove erano coadiuvati da L.V.; costoro, dietro la parvenza di promotori di serate ricreative per coppie libere non esitavano a sfruttare non solo le singole prostitute ma le loro stesse compagne decidendo il tipo di serata da organizzare, le finte coppie da reclutare, a chi proporre di prostituirsi e il trattamento anche economico da riservare ai singoli clienti.
Entrambi i club erano formalmente associazioni senza scopo di lucro che perseguivano la finalità di favorire il libero amore e lo scambio di coppie (tanto che era consentito l’accesso ai soli soci), ma le indagini hanno evidenziato un evidente profitto. Infatti, i nuovi iscritti pagavano un costo per l’iscrizione annua: nel caso in cui entravano in coppia pagavano un’ulteriore somma ad ingresso mentre, invece, nel caso in cui accedevano uomini singoli il corrispettivo da pagare ammontava ad una cifra che oscillava tra i 130 ed i 150 euro ad ingresso. Lo scopo del profitto era ancorato all’attività di sfruttamento della prostituzione svolta all’interno dei locali, dove accedevano uomini singoli previo pagamento di un biglietto d’ingresso, di gran lunga superiore rispetto a quella di ordinari locali ludici.
All’interno dei club è stata rilevata la presenza sia di meretrici che di c.d. “coppie immagine”, ovvero coppie di coniugi di apparenti scambisti che camuffavano la prostituzione delle moglie. Nel medesimo provvedimento il G.I.P. del Tribunale di Catania ha disposto il sequestro preventivo de locali dei due club privè “Il Giardino di Giulia” – oggi “La villa di Giulia” e “Pantheon”.

Scrivi