MILANO – Il cadavere del boss Bernardo Provenzano, Binu u tratturi, è stato cremato dopo l’autopsia, per decisione della famiglia, la vedova Saveria Palazzolo ed i figli Angelo e Francesco Paolo. L’esito dell’esame sarà depositato nei prossimi giorni e inviato alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che da due anni ha avviato un procedimento contro lo Stato italiano a causa delle condizioni carcerarie nelle qualii il mafioso si trovava. Sembra, comunque, che l’autopsia abbia accertato che la morte sia avvenuta per cause naturali, in seguito all’aggravarsi della patologie di cui Provenzano soffriva da tempo. Il boss corleonese, che aveva 83 anni, d’altronde, è morto dopo dieci anni di detenzione in condizioni di massima sicurezza, in regime di 41 bis.

Le sue ceneri saranno portate nel cimitero di Corleone, dopo una funzione privata, in quanto il questore di Palermo, Guido Longo, ha vietato il funerale  per motivi di ordine pubblico . “Verrà benedetto il feretro e ci sarà un momento di preghiera: una preghiera non si può negare a nessuno”, ha precisato l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi.

Katya Maugeri

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

Post correlati

Scrivi