Esce un prefetto, entra un funzionario direttivo. Le ex (ma è corretto chiamarle “ex” dopo la batosta subita all’Ars dal (mal)governo Crocetta) Province regionali, oramai prive da quasi due anni di qualsiasi legittimazione istituzionale, vengono umiliate giorno dopo giorno. Ormai sono considerate e ridotte a poco più di un qualsiasi ufficio periferico e marginale della Regione Siciliana. Si abbassa, quindi, costantemente e coerentemente con il suicida progetto politico di Rosario Crocetta il livello della governante. Un funzionario direttivo, persona degnissima, ci mancherebbe, per mandare avanti alla meno peggio la seconda Provincia siciliana, area metropolitana per eccellenza, tra le dieci città più grandi d’Italia, con un bacino di oltre un milione di abitanti e strutture e infrastrutture che servono, o potrebbero servire, mezza regione.

Ma questo il mal governatore Saretto Crocetta non lo sa, o finge di non saperlo. Con una coerenza che sono lui può ritenere tale propone la distruzione di una sistema di partecipazione democratica, di rapporto diretto tra cittadini e Istituzione, di risposte concrete alle esigenze del territorio e, nel contempo, guarda caso, spunta fuori l’idea di un Libero consorzi di Comuni proprio nella sua Gela, improvvisamente ombelico del Mediterraneo. Lo era, in effetti, forse circa duemila anni fa, adesso l’ombelico del mondo è Niscemi, in negativo, per una vicenda che il governatore dovrebbe conoscere, ma fa finta di non aver capito. Speriamo che faccia solo finta di non aver capito.

Ma parlavamo del funzionario direttivo, poco importa chi sia. Dovrà gestire circa seicento dipendenti, in gran parte demotivati e ormai privi dello stimolo di una gestione politica, affrontare i problemi delle partecipate, tra le quali la più importante è la Multiservizi, una specie di buco nero, che doveva servire per dare un’opportunità di lavoro a professionali che venivano espulse dal mondo del lavoro (i dipendenti delle maggiori imprese dei famosi cavalieri, ad esempio) ed è diventato nelle ultime due amministrazioni una dependance di voraci segreterie politiche che vi hanno scaricato i rifiuti di una manovalanza speso senza arte né parte e di dubbia provenienza. Un funzionario direttivo, dopo un ex prefetto. E’ tutto dire.

Un’ultima perla, così tanto per dare colore al già variopinto circo Crocetta: la sua burocrazia, fin troppo ben pagata e irresponsabile, nel senso che non è responsabile di nulla, non riesce a fare neanche un corretto copia-incolla e si confonde la Provincia di Catania con quella di Agrigento, come mostra il decreto. Come si dice in certe occasioni: il pesce puzza dalla testa…E tutto il resto è conseguente.

Daniele Lo Porto

Decreto di Nomina del Funzionario Direttivo

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