di Salvo Reitano

I lavoratori hanno finora garantito tutti i servizi prestati dall’ente, dalle manutenzioni alla guida dei musei.Tra le incognite anche l’esercizio provvisorio di bilancio regionale che scade ad aprile. Rotolo, Attanasio e Ponzo (Cisl): “Basta beghe su confini e poteri territoriali, ora decidere assetto definitivo, occupazione e prestazioni”

CATANIA – Quello della riforma delle Province è uno dei pasticci più clamorosi realizzati dal governatore Crocetta. Come certamente ricorderanno i nostri lettori, il “sindaco dei siciliani” l’aveva annunciata in diretta su Rai1, nei primi giorni di marzo del 2013, nel corso del programma L’Arena condotto da Massimo Giletti. Con la teatralità che lo contraddistingue disse: “A partire da domani aboliremo le Province, saremo la prima Regione a tagliarle”. Detto e non fatto.
Da quel giorno tanta acqua è passata sotto i ponti, tanti annunci sono stati fatti dal governatore, ma il disegno di legge per abolire le Province è finito in un guazzabuglio disordinato di proposte. Si arriva così allo scorso marzo quando l’Assemblea regionale approva una legge confusionaria e incomprensibile: stop alle Province, sostituite da altrettanti Liberi consorzi dei comuni, che però possono scegliere in autonomia di raggrupparsi in pubbliservizimaniera diversa dalle Province di provenienza, senza limiti di numero, purché la popolazione non sia al di sotto di 180mila abitanti.
Non sono specificati i compiti e le funzioni di questi Liberi Consorzi e nemmeno chi deve amministrarli. Sarà una legge da approvare successivamente a definirli. Nel frattempo il governatore, a rotazione, li affida ai commissari ad acta, di nomina in nomina. Crocetta vorrebbe mantenere il ddl che porta il suo nome, mentre all’Ars in molti chiuedono di recepire la legge Delrio, la norma che ha abolito le province nel resto d’Italia.
Ieri, intanto, in commisione Affari istituzionali all’Ars audizione del neo assessore alla Funzione pubblica, Ettore Leotta, il quale ha annunciato che proporrà una sintesi tra i disegni di legge presentati da Crocetta e dai gruppi parlamentari. L’ipotesi è di dare vita a sei liberi consorzi e tre aree metropolitane. Insomma, si continua ad andare avanti per tentativi.
A Catania la mancata riforma delle ex Province ha un altro aspetto altrettanto preoccupante: il destino dei 389 dipendenti della Pubbliservizi, la società partecipata al 100 per cento dall’ex Provincia regionale. Anche il loro futuro è legato a quello dei dipendenti interni dell’ente. Anch’essi attendono con ansia un passo avanti definitivo nella riforma e che cosa succederà tra due mesi, alla scadenza dei commissari nominati dalla Regione.
“L’incapacità di decidere della politica siciliana – affermano Rosaria Rotolo, segretaria generale, e Maurizio Attanasio, segretario territoriale della Cisl di Catania, e Rita Ponzo, segretaria generale della Fisascat Cisl etnea – trova nella mancata riforCATANIA 18.12.2012 - CONSIGLIO GENERALE CISL - ROSARIA ROTOLO NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALEma uno dei suoi esempi più deleteri e sta mettendo i lavoratori e i cittadini in una condizione insostenibile. Questa ennesima situazione stagnante non fa che aggravare le già drammatiche condizioni economiche e sociali del territorio catanese”.
I lavoratori della Pubbliservizi fino a questo momento non si sopno titrati indietro garantendo tutti i servizi: dalla manutenzione delle strade, degli edifici, delle scuole e del verde di competenza provinciale, ai servizi di pulizia, igiene ambientale e rimozione rifiuti; dalle sgombero di neve e spargisale, alle rimozione della terra dell’Etna; dalle  gestione del rischio idrogeologico, all’accoglienza e guida nei musei dello Sbarco e del Cinema. Sempre con la stessa profesionalità e lo stesso impegno. Eppure anche questi lavoratori vivono il blocco della riforma con grande apprensione e nell’incertezza del loro futuro.
Come se non bastasse sulle loro teste c’è anche l’incognita dell’esercizio provvisorio di bilancio della Regione fino al mese di aprile 2015. Un’incognita che appare al momento altrettanto grave quanto la mancata riforma stessa e che porrà anche i dipendenti della Pubbliservizi davanti all’ignoto che attende tutti i soggetti collegati alla disponibilità di risorse della Regione, dal mese di maggio in poi.
“L’appello che facciamo – aggiungono Rotolo, Attanasio e Ponzo – è rivolto non solo al governo regionale ma anche all’Assemblea regionale siciliana e alla deputazione catanese, perché la necessità di avere chiarezza sul bilancio, verità sui fondi regionali e determinazione nelle scelte nel definire struttura e competenze del nuovo soggetto amministrativo sono fondamentali perché da ciò deriva il futuro di migliaia di lavoratori e dei servizi a loro collegati e prestati alla collettività”.
Rotolo, Attanasio e Ponzo ricordano che «in occasione dei confronti avuti nel tempo, sia con i passati Presidenti della Provincia sia con i commissari nominati a governare l’ente, abbiamo sempre chiesto di procedere senza indugio alla riorganizzazione dei servizi e a un’eventuale riqualificazione del personale per migliorarne efficienza e produttività, anche nell’ottica dell’economia e della ottimizzazione della spesa”.
«Oggi, di fronte a decisioni che non possono essere più rinviabili, ribadiamo la necessità di aprire il confronto con le organizzazioni sindacali, per verificare con responsabilità e concretezza, i percorsi per seguire l’eventuale passaggio di tutti i dipendenti della ex Provincia regionale di Catania e della Pubbliservizi nella futura Area metropolitana o nel Libero consorzio e nell’Aggregazione delle imprese dei servizi, con l’obiettivo di salvaguardarne l’occupazione, la professionalità e le competenze”.
“La politica smetta di parlare solo di confini territoriali e di nicchie di potere – concludono – e affronti con determinazione la riforma e l’assetto definitivo da dare al nuovo soggetto amministrativo, tenendo conto dei problemi dei dipendenti dell’ex Provincia, dei lavoratori dei servizi e delle inevitabili ripercussioni sulla collettività e sul sistema economico territoriali”. Il risultato finale è che oggi regna caos e incertezza su funzioni, servizi e personale.

Numeri e prestazioni della Pubbliservizi al 31 dicembre 2014 (fonte: Direzione amm.va Pubbliservizi spa)

Personale in organico: 389
Manutenzione strade provinciali
Manutenzione edifici provinciali e scolastici
Pulizia e igiene ambientale
Manutenzione piccoli arredi
Accoglienza e centralino
Trasloco e facchinaggio
Gestione parco automezzi
Manutenzione verde edifici provinciali e scolastici
Servizio di sgombero neve e spargisale (Etna)
Gestione del rischio idrogeologico
Pulizia e rimozione rifiuti
Manutenzione ordinaria e straordinaria impianti fotovoltaici negli edifici di proprietà della Provincia

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