di Marco Spampinato

CATANIA – Ci sono giornate destinate a passare alla storia. Anche a Catania. Così ci appare l’appena trascorso week end di un mese di ottobre estivo a tal punto da indurre ancora centinaia di càtanesi, e non pochi turisti, a trascorrere una giornata al mare con pochi lidi che, da Aci Castello alla Scogliera hanno cancelli aperti e discese a mare fruibili, con la Playa coi suoi ancora scarsi servizi, letteralmente presa d’assalto in un giorno, comunque, lavorativo.

Rischiamo di far tardi, a una delle conferenze stampa più affollate, e importanti, della quarta Era Bianco che sta per iniziare. Anche il tassista, grazie al quale evitiamo di perderci i saluti di inizio conferenza, ha la sua opinione, ed è informato, sul Piano Urbanistico Attuativo “Personalmente ritengo si possa trattare di un grande volano per il rilancio di questa città e di tutto il territorio circostante. In pochi minuti, alleggerendo di molto la concentrazione del traffico sul vecchio centro storico, ci si ritroverebbe in un enorme parco urbano, immersi nel verde, dirimpetto al mare e con tutta una serie di servizi all’utenza che ancora non esistono. Uno spunto notevole per incentivare la presenza del turismo…e poi, mi pare, ci sia un interesse per sviluppare anche il nuovo polo sportivo”. Alla faccia della mancanza di opinione dei cittadini che, riteniamo generalmente, sbagliando in questo caso, poco o per nulla informati.

A Palazzo degli Elefanti il pienone dei giornalisti e rappresentanti della politica amministrativa comunale e regionale preannuncia un grande evento. Si scrive di una occasione che potrebbe cambiare le sorti di buona parte della Sicilia; partendo da Catania. E le premesse pare ci siano tutte.

“Ci sono voluti quasi 15 anni – esordisce fieramente Enzo Bianco – ma oggi, finalmente, possiamo annunciare alla città la fase operativa del programma che, come sindaco, avviai per valorizzare il litorale della Playa. Questa è una delle più importanti scommesse sul futuro di Catania ed avrà importanti ricadute economiche creando  migliaia di posti di lavoro. verrà fatto con un protocollo di Legalitá per verificare tutti i singoli progetti e i finanziamenti”.

Alla presenza degli assessori regionali al Territorio, Piergiorgio Gerratana, e ai Trasporti, Nico Torrisi, l’argomento è l’approvazione, da parte della Regione, con il Cru, del Piano urbanistico attuativo (Pua) Catania Sud, realizzato sulla base dell’accordo di programma firmato da Bianco il 17 novembre del 1999 e approvato dal Comune di Catania nel maggio 2013 dalla precedente amministrazione Stancanelli.

“La conclusione dell’iter del Pua al Comune rappresenta uno degli ultimi atti amministrativi della sindacatura precedente – specifica Bianco – Noi abbiamo recepito una quantità significativa di eccezioni sollevate da associazioni ambientaliste e organi professionali e, infine è nel giro di un paio di mesi, il Consiglio Regionale Urbanistico ha dato il suo parere positivo al riguardo chiudendo la vicenda con una grande velocità pratica”.

Burocrazia attenta ma veloce, per una volta, in riferimento a un piano, quello del PUA, che nasce in embrione nel 1999, diventa cosa concreta ed esistente nel 2002 ad opera del Consiglio comunale e trova i suoi investitori e sviluppatori a partire dal 2005.

Da quel momento alcuni privati vendono agrumeti secchi e terreni di scarsissima rilevanza economica ai soliti noti investitori locali capaci di offrire un corrispettivo interessante rispetto al valore di aree che ne hanno poco o nulla. Entra in gioco, in primis, l’editore Mario Ciancio capace, come nessun altro, di fiutare l’affare e poi, da questi, le proprietà che, nel frattempo, lievitano di prezzo nel lecito rilancio tra domanda e offerta che coinvolge attori privati, passano al soggetto fisico più importante, colui che sarà capace di coordinare il futuro consorzio, al quale, da adesso, passerà concretamente l’impegno di stravolgere, cambiandole in meglio, le prospettive della vastissima area che comprende 1.243.000 metri quadrati.

L’area interessata dal Pua è complessivamente e difatti di 1.243.000 metri quadrati; la parte dedicata alle costruzioni di 185.000, con indice di edificazione “di appena 0,15 mq/per mq” come sottolinea lo stesso Bianco. La superficie fondiaria è di 730.000 metri quadrati e quella alberata di mq. 300.000. Il 40%  dell’intera aere sarà, come da protocollo è previsto in progetto, rimboschita.

La superficie che il consorzio deve cedere al Comune di Catania, che, ha sottolineato il Sindaco, “ne riceverà un rilevante vantaggio”, sarà di 513.000 metri quadrati (oltre 50 ettari), e verrà suddivisa in un parco urbano (mq 273.000), parcheggi (160.000) e strade (80.000).

“È un momento – ha affermato l’assessore Gerratana – in cui occorre lavorare con grande sinergia e collaborazione. Il Pua rappresenta, infatti, soltanto l’avvio di un più ampio progetto che dovrà essere accompagnato anche da strumenti che metterò a disposizione con il mio Assessorato, come il Piano di utilizzo del demanio marittimo o il Piano alluvioni. E questo perché il nostro obiettivo è quello di ridare alla pubblica fruizione territori di incomparabile bellezza senza correre rischi che, nel passato anche in Sicilia, come pochi giorni fa a Genova, hanno causato disastri. Il litorale catanese ha capacità attrattive di assoluto pregio e può essere volano per il turismo, per il commercio, per i servizi nella opportunità della riqualificazione ambientale”.

Il sindaco ha anche ricordato come nella giornata precedente, alla presenza dello stesso assessore Gerratana fosse stato demolito l’edificio della ex colonia marittima Maria Ausiliatrice grazie all’epilogo di un provvedimento che rappresenta in modo inequivocabile l’azione di recupero, trasformazione e rilancio dell’intera area.

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“La logica delle emergenze ha rappresentato, per decenni, una delle tragedie di Sicilia – ha sottolineato Gerratana – Il modo di fare, e operare, da parte delle amministrazioni pubbliche, compresa la Regione, correndo ai ripari, senza, quasi mai, pianificazione e un serio coordinamento. Adesso le cose non stanno più così. Questo progetto abbraccia tutta la Sicilia orientale. La collaborazione, i controlli incrociati, ed il lavoro svolto in sinergia tra il nostro Ente, il Comune di Catania, la Procura della Repubblica e le Forze dell’Ordine rappresenta una scelta univoca che rispetta a pieno la caratteristica di legalità e trasparenza. Questo progetto finirà con l’elevata il senso civico con l’obiettivo, tra l’altro, di donare un posto bello e fruibile ai cittadini”.

Gli interessati a partecipare al Piano dovranno costituire, come previsto, un consorzio dei proprietari del comparto, presentare al Comune un Piano Attuativo di iniziativa privata, anche con i progetti preliminari delle opere di urbanizzazione, e dopo l’approvazione secondo le procedure di legge, presentare richiesta di titolo edilizio per la realizzazione dei progetti che saranno valutati singolarmente.  Le opere che potranno essere realizzate nelle aree private sono un palazzo dei congressi, un palazzo delle esposizioni, un acquario, un parco divertimenti, attività ludiche, ricreative, culturali, scientifiche, sportive, strutture commerciali di vicinato (quindi non nuovi ipermercati), ricettività alberghiera ed extra alberghiera. La realizzazione delle opere, come ha sottolineato il Sindaco, sarà vincolata a due importanti momenti di controllo.

“Attueremo – ha spiegato Bianco – un protocollo per la legalità da stipulare nei prossimi giorni con il prefetto, che ci ha dato la sua piena disponibilità. Esigiamo, infatti, l’assoluto rispetto delle leggi e delle regole e vogliamo essere sicuri che i fondi investiti in queste realizzazioni siano puliti e non provenienti da attività illecite. Inoltre, a salvaguardia della qualità architettonica, costituiremo un comitato, composto dà rappresentanti  degli Ordini degli ingegneri, degli architetti, dell’Università, per una valutazione dei progetti anche sotto il profilo degli standard ambientati”.

All’incontro erano presenti anche l’assessore comunale all’Urbanistica Salvo Di Salvo, il deputato regionale Giancarlo Vullo, i presidenti delle commissioni consiliariUrbanistica Rosario Gelsomino, Personale Nuccio Lombardo e Sicurezza Carmelo Coppolino, i presidenti degli ordini degli architetti Giuseppe Scannella, degli ingegneri Santi Cascone e dell’Associazione costruttori Ance Nicola Colombrita nonché diversi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e dei sindacati, tra cui Francesco De Martino della Uil edilizia.

Rispondendo alle domande dei giornalisti l’assessore Di Salvo ha sottolineato che il progetto di riqualificazione del litorale della Playa sarà completato con l’adozione del Piano di utilizzo del demanio marittimo, che gli uffici all’Urbanistica hanno già iniziato a elaborare seguendo le indicazioni della circolare dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente.

“Si tratta – ha dichiarato Di Salvo – di un piano che certamente non modifica l’assetto complessivo del nucleo delle presenze delle strutture balneari, ma modifica la gestione del rapporto tra il mare e la città. Lavoreremo dunque di concerto con i rappresentanti degli stabilimenti puntando al rilancio in termini di sviluppo economico e turistico”.

 

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