CATANIA – Due colpi di pistola contro la fiancata dell’auto di servizio del presidente Adolfo Maria Messina e i vetri in frantumo. Una testa di coniglio con un proiettile conficcato in un occhio e uno in bocca, chiusa in un sacchetto di plastica lasciato davanti la porta di casa di Salvo Vicari, il vice presidente. Due intimidazioni inequivocabili contro gli amministratori della più grande partecipata della Città metropolitana di Catania (l’ex Provincia regionale) che non hanno avuto remore a licenziare un dipendente e il direttore amministrativo per la gestione disinvolta dei soldi dell’azienda. Un “nuovo corso” avviato all’indomani dell’insediamento di Messina, tra conferenze stampa e denunce presentate in Procura. Su queste, e altre, sta indagando la Guardia di finanza, che ormai ha stabilmente una base operativa negli uffici della Pubbliservizi alle Ciminiere. Una partecipata che sembrerebbe essere stata gestita come una sorta di ufficio di collocamento per i fedelissimi di alcuni potentati politici locali e dove promozioni, stipendi e forniture sarebbero più che discrezionali.

La gravità delle minacce ha pinto al presidente della Regione Rosario Crocetta, che ha voluto Adolfo Maria Messina alla presidenza della Pubbliservizi, di rinunciare ad una Giunta già convocata e di recarsi a Catania dove ha presieduta una conferenza stampa con accanto Messina e Vicari. “Non sono soli”, ha detto in sostanza Crocetta sottolineando l’operazione trasparenza portata avanti da Messina.

Numerosi gli attestati di solidarietà. “Apprendo con molta preoccupazione la notizia delle minacce ricevute dal presidente della Pubbliservizi di Catania, Adolfo Messina, e dal consigliere della stessa, Salvatore Vicari: si tratta di una situazione strana, ancor più se si pensa che tali eventi siano avvenuti nello stesso arco di tempo. Trovo inaccettabile che simili episodi accadano ancora oggi, ma credo fermamente che bisogna fare chiarezza, anche perché è evidente – ha sottolineato il deputato regionale Marco Forzese – che le cose non stiano andando nel verso giusto. Si tratta di atti non solo da condannare, ma anche da evitare in futuro: per questo motivo mi auguro che chi di dovere riesca a far luce su quanto accaduto. Al presidente e al consigliere della Pubbliservizi vanno il mio sostegno e tutta la mia solidarietà.”

“Esprimo la solidarietà della Città metropolitana di Catania per i preoccupanti atti intimidatori verso il presidente di Publiservizi Adolfo Messina e il vicepresidente Salvatore Vicari. Invito gli inquirenti – ha dichiarato Enzo Bianco, nella sua qualità di sindaco metropolitano, con competenza sulla Pubblisevizi -a svolgere accurate indagini per individuare i responsabili senza tralasciare alcuna strada. Catania sarà sempre dalla parte di chi lavora con scrupolo, svolgendo il proprio ruolo con professionalità, sobrietà ed impegno. Troppe preoccupanti ombre si addensano su Publiservizi ed è ora di fare piena luce”.

Il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, insieme con Salvo Bonaventura per la Uil Trasporti esprime solidarietà al presidente di Pubbliservizi, Adolfo Messina, e al vicepresidente Salvatore Vicari, per le minacce ricevute: “Siamo certi che magistratura e forze dell’ordine faranno rapidamente luce sull’accaduto, intanto chiediamo alla Prefettura e alle altre istituzioni competenti ogni iniziativa utile a far sì che il management dell’azienda partecipata etnea possa continuare a svolgere il proprio difficile compito”.

“Esprimo piena solidarietà al presidente della Pubbliservizi Adolfo Messina per il grave atto intimidatorio di cui è stato vittima e auspico che le forze dell’ordine possano risalire con celerità all’autore di questo gesto criminale.”.Così l’on. Salvo Pogliese, coordinatore provinciale di Forza Italia ed europarlamentare, commentando l’atto intimidatorio di cui è stato vittima il presidente dell’azienda partecipata dalla Città metropolitana di Catania.

D.L.P.


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