di Daniele Lo Porto

CATANIA – “Lo stato di salute della Pubbliservizi è pessimo. Non posso dire che è stata amministrata male: semplicemente non è stata amministrata”.

Il giudizio di Adolfo Maria Messina, neo presidente della “ammiraglia” tra le partecipate della Provincia regionale di Catania, alla quale costa 15 milioni di euro l’anno, come stabilito dal contratto di servizio, è netto e non lascia spazio ad altre interpretazioni. Ben diverso, quindi, il suo giudizio da quello dell’avvocato Vittorio Lo Presti, che ha presieduto la Pubbliservizi nella fase finale della presidenza provinciale di Giuseppe Castiglione a Palazzo Minoriti e poi fino al commissario Giuseppe Romano.
“Abbiamo tre milioni di debiti con i fornitori e oltre tre milioni di crediti dalla Provincia e chiuso l’ultimo bilancio con una perdita di 265.000 euro. Lo sfalsamento di un mese con il quale la Provincia ci paga, ci provoca interessi passivi con le banche per circa 50.000 euro l’anno e non è poco. Se ci fosse meno burocrazia da parte degli uffici provinciali la situazione sarebbe migliore”, sottolinea Messina che ha il pregio della schiettezza e dell’operatività. Anzi, per qualcuno sarebbe fin troppo operativo e decisionista, tanto da aver ricevuto la prima lettera di minacce con tanto di proiettili. 0ead1b7
Una minaccia che certo non è conseguenza della richiesta già ufficiale di poter gestire Le Ciminiere, da anni abbandonate a se stesse, con buona pace di chi vi lavora (dipendenti pubblici e privati), costretti ad…annoiarsi, ma probabilmente di un mutato clima che sta sovvertendo gli equilibri e il quieto vivere all’interno della partecipata che conta ben 395 assunti, qualcuno in meno rispetto ai tempi della crescita vorticosa durante la presidenza alla Provincia di  Raffaele Lombardo.

Ecco alcune “perle” prodotte dalla mancanza di amministrazione nella partecipata, raccontate proprio dal neo presidente.

LA GIUNGLA RETRIBUTIVA. Un operaio terzo livello guadagna mille euro, ma un altro può avere una busta paga con una cifra doppia. Minimi, super minimi, assorbili, non assorbibili, rimborsi spese chilometrici per recarsi sul posto di lavoro, diarie giornaliere sembrano premiare può i rapporti con alcune segreterie politiche di provenienza piuttosto che qualità e dedizione lavorativa. “Stiamo verificando se il contratto viene rispettato, intanto tutte le voci in busta paga che non ci sono chiare sono state sospese”, precisa Adolfo Maria Messina.

AUTO AD USO PRIVATO E BANCOMAT A VOLONTA’.  “Ho scoperto che alcuni dipendenti avevano l’uso delle auto di servizio anche nel fine settimana. Auto e benzina, naturalmente. Ho disposto che tutti i mezzi devono essere ricoverati nell’autoparco delle Ciminiere e ne capannone di Zia Lisa. Ho fatto una verifica a mezzanotte ed i mezzi erano tutti stati consegnati.  Ho fatto anche sospendere le ricariche di carte di credito aziendali in possesso di alcuni dipendenti che le usavano per gli “acquisti urgenti”. In alcuni casi c’erano spese per oltre duemila euro al mese, senza alcun controllo da parte dell’amministrazione. Una follia – aggiunge il presidente –  che adesso non si ripete più”.

IL MEDICO COMPETENTE ED ESIGENTE. Trecento euro a visita, contro una tariffa media di 60-80 euro. Questo è quanto ha percepito una dottoressa incaricata di visitare i dipendenti della Pubbliservizi. Le sue prestazioni sono costate 86.000 euro negli ultimi due anni, molto di più di quanto spende il  Corpo forestale con 3.100 dipendenti. Il medico competente, ed esigente, veniva da Bronte, ma sicuramente è solo una coincidenza che sia residente nello stesso comune nell’ex presidente Giuseppe Castiglione. “Ho subito revocato il rapporto di lavoro. Daremo un nuovo incarico con la massima trasparenza”, ci anticipa Messina, che ha chiesto tra l’altro la visita collegiale per 27 dipendenti ai quali la dottoressa competente ha diagnosticato allergie alla polvere e altre patologie che ne renderebbero incompatibile l’impiego nei musei.

L’AUTISTA PROMOSSO A MANSIONI SUPERIORI. Un’assunzione sarebbe finita, sempre secondo quanto ci dice il neo presidente, sul tavolo della Guardia di finanza. Riguarda l’ex autista personale del presidente Giuseppe Castiglione, assunto con una semplice letterina dall’allora presidente della Pubbliservizi, Francesco Carpinato. Una prassi insolita, forse in violazione della legge che prevede una selezione pubblica, ma quanto meno strana. Sembra, infatti, che nella partecipata non ci fosse poi tanto bisogno di un autista infatti  il dipendente è finito in ufficio e, a distanza di anni, ha fatto causa alla società perché vuole riconosciute le nuove mansioni. “Non entro nel merito, sarà la magistratura a decidere, nel primo e nel secondo caso”, dichiara Messina, che in questa opera si risanamento e trasparenza è sostenuto dagli altri due componenti del Cda, i dipendenti della Provincia Rosa Chantal Colombrita e Angelo Castorina e il Coleggio sindacale composto da Giuseppe Bosco e Marco Fabrizio Vinci, commercialisti, e da Gaetano Romano, direttore generale di Riscossione Sicilia. Alcuni di questi componenti sarebbero vicini all’avvocato Antonio Fiumefreddo, presidente di Riscossione Sicilia.

“L’ho detto ai dipendenti: è il momento della politica del rigore, altrimenti si chiude. Speriamo lo capiscano”, conclude Adolfo Maria Messina.

Numerosi i messaggi di solidarietà rivolti al presidente della Pubbliservizi in seguito allo spiacevole episodio delle minacce ricevute: “Sono rammaricato e amareggiato per quanto accaduto al presidente della Pubbliservizi S.p.A., Adolfo Messina: a lui va tutta la mia solidarietà”, ha affermato Marco Forzese, deputato all’Ars. “Tutto ciò, però, non deve fermare il suo percorso: un gesto vile come questo non può e non deve intimidirlo, e sono sicuro che continuerà a svolgere il suo operato nel migliore dei modi. E’ davvero triste sentir parlare di questi episodi: è per questo motivo che bisogna condannare tali atti e combatterli in ogni modo possibile”, ha dichiarato.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche “Noi con Salvini” che, attraverso il segretario nazionale e coordinatore in Sicilia, Angelo Attaguile, “esprime sincera solidarietà al dottor Messina con la certezza che la sua azione di trasparenza e rinnovamento, avviata da qualche settimana, ossia dal momento del suo insediamento, all’interno della Pubbliservizi non subirà rallentamenti a causa del vile gesto per il quale auspichiamo che i responsabili siano presto individuati e chiamati a rispondere davanti alla Legge”.

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