Marco Iacona –

 

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, siciliano di nascita, è intervenuto stamattina a un sit-in sotto i locali della provincia regionale e della prefettura di Catania, in via Etnea. Con lui il leader della Fpl Uil Giovanni Torluccio, molti segretari regionali e provinciali, tra cui Fortunato Parisi, e una folla di lavoratori.

I provvedimenti di soppressione delle province, questo il motivo della mobilitazione, stanno facendo emergere non pochi problemi. I numeri parlano chiaro: ventimila lavoratori in Italia a rischio licenziamento, se non si troverà una collocazione entro due anni, e seimila dipendenti pubblici siciliani in attesa di conoscere il loro destino. «Siamo qui per la situazione delle province» dice Barbagallo ai nostri microfoni, «la Sicilia è partita per prima per fare un tentativo che però è rimasto in mezzo al guado. Ci sono solo i commissari che sono stati prorogati fino alla fine di marzo, ma non sappiamo che fine faranno i lavoratori delle province e i precari delle stesse amministrazioni». Perché solo la Uil? «Abbiamo ritenuto di utilizzare anche le festività per segnalare i disagi che questo paese porta… ci sono azioni che si fanno assieme alle altre sigle e azioni che facciamo come Uil».

Sempre così. «In Sicilia si parte prima ma si arriva dopo. Non possiamo permettercelo» continua, «è opportuno segnalare anche durante le festività un dato: nonostante a livello nazionale si dica che non verrà licenziato nessuno il rischio c’è». La Uil intende sollecitare soluzioni idonee a gestire i processi di riorganizzazione che, in alcune realtà territoriali, iniziano a partire già da questi giorni. In Sicilia, in particolare, si è ancora in attesa che l’Assemblea regionale vari una qualsivoglia legge di riforma degli Enti intermedi. «Quali sono le richieste?». «Abbiamo da mettere in piedi al ritorno dalle festività una trattativa per vedere deve verranno allocati i lavoratori delle province e i precari e che tipo di competenze verranno assegnate. Questa storia che devono essere assegnati ai comuni che hanno tutti un dissesto finanziario rischia di far diventare ancora più tragica la situazione».

I comuni sono in dissesto ma noi «vogliamo capire chi pagherà… vogliamo aprire in Sicilia e a livello nazionale una trattativa per rispondere alle esigenze dei lavoratori».

Tutto questo mentre il governo fa il gioco delle tre carte. «Si sta discutendo se estendere il Jobs Act al pubblico impiego. Veniva detto che era a tutele crescenti e poi per penalizzare il pubblico impiego si parla di eventuali licenziamenti … in questo paese si stanno penalizzando i lavoratori a partire dal pubblico impiego ma anche nel settore privato». Barbagallo ne ha per tutti dal governo centrale all’Europa, alla regione e ritorno. L’economia vive una fase di recessione e di deflazione, dice il segretario prima di recarsi all’interno del palazzo della prefettura, «bisogna respingere gli attacchi della Merkel cercando di coalizzarsi in Europa per fare investimenti pubblici e privati… vadano a studiare da Obama come hanno fatto a realizzare il 5% in più di Pil… La regione Sicilia è in forte difficoltà, il suo problema è spendere le risorse. In Sicilia non spendiamo nemmeno il 50% delle risorse europee, queste potrebbero dare respiro agli investimenti nella regione».Investimenti pubblici e privati sono caldeggiati anche dal governatore della Banca d’Italia che notoriamente non è iscritto al sindacato.

Il governo non sta lavorando bene in questo momento, conclude Barbagallo, «sulla soluzione delle tre T, Termini Imerese, Taranto, Terni, abbiamo detto di essere d’accordo, ma l’alfabeto della crisi è molto più lungo». I pubblici dipendenti vivono, da anni, una condizione di grande difficoltà per il mancato rinnovo dei contratti nazionali. A breve sono previste iniziative sulla contrattazione a partire dal settore pubblico. Oggi sono sette milioni i lavoratori senza contratto e il cattivo esempio viene dato proprio dal governo che non rinnova i contratti del pubblico impiego.

In prefettura una delegazione guidata da Barbagallo e Torluccio ha poi incontrato il viceprefetto vicario Enrico Gullotti e il capo di gabinetto Licia Messina. Sindacati in attesa che governo e Ars trovino la quadratura del cerchio sui disegni di legge per l’istituzione di Aree metropolitane e Liberi consorzi di comuni nell’Isola. In Sicilia, tra l’altro c’è preoccupazione per competenze provinciali che hanno a che fare con edifici di scuole di livello superiore, strade e assistenza per ciechi e sordomuti.

 

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