Dopo che l’affidamento della sua bolsaggine al dio del calcio non ha sortito l’esito che si attendeva, il Brasile si consola entrando a far parte di una nuova banca mondiale: “New Development Bank”, si chiama così, l’istituzione alternativa al Fondo Monetario Internazionale che ha altri quattro soci: Russia, India, Cina e Sud Africa. Tutti insieme sono i “Brics”, le nuove economie mondiali emergenti. Quelle che a detta degli analisti sarebbero chiamate a dare un nuovo e diverso impulso all’impantanata finanza mondiale, immettendo sul mercato capitali freschi. Ma nessuno si aspettava che, seguendo i dettami di una determinazione machiavellica, impiegassero appena cinque mesi a mettere su il progetto e a renderlo esecutivo, facendo così aperta concorrenza all’FMI.

Del resto, tempo e denaro si accompagnano non solo nei proverbi, ma anche nella vita. Nel senso dell’esistenza e nel senso più biecamente economico. Chi ha denaro, molto, può accelerare e rallentare a suo piacimento il tempo degli altri, nazioni comprese. Gestendone di fatto il bilancio dall’esterno ne può condizionare lo sviluppo economico e, pertanto, scavare il tunnel (senza nascondersi poi così tanto) per arrivare a condizionare anche il cuore delle agende culturali; ovvero, indirettamente, i macro investimenti pubblici della ricerca e della formazione. Non a caso ridotte all’osso nei paesi fortemente indebitati.

Il prestatore di soldi è prestatore di sogni e attuatore di desideri. Le nazioni più povere ne hanno di bisogno per sopravvivere. Quelle più ricche per stare al passo con le altre. E quelle che non sempre sono al passo con le altre ma sono ricche, perché hanno liquidità da vendere, hanno necessità (non il dovere!) di prestar soldi, per evitare che i loro capitali accumulati si impoveriscano. Un gran bell’intreccio! Il denaro non va mai a letto e l’avidità è il suo eccitante, ci ha insegnato Gordon Gekko nel film “Wall Street”.

Sebbene così lontani nel tempo trovo che lo Skylock di William Shakespeare ne ‘Il mercante di Venezia’ e il Geremia de’ Geremei di Paolo Sorentino, protagonista del film “L’amico di famiglia” abbiano molto a che fare con questa mancanza di sonno, con il denaro che contiene il tempo e non viceversa. Sono l’uno il completamento dell’altro e, presi insieme, la metafora evoluta della finanza di oggi.

Il prestito delle banche mondiali non è basato sulla fiducia e sull’assistenza, perché non è un dono, nonostante usino con smodata abitudine la metafora marinara del “salvataggio” e del “soccorso”. Dall’altro lato, la restituzione del prestito non può essere basata sulla parola e sull’onestà dei governi, nonostante essi siano costretti ad accettare amichevolmente l’ingresso in patria dei finanziatori internazionali, perché il cosiddetto “rientro” trascende il perimetro valoriale dei significati dell’esistenza, dunque della morale.

La radice delle pretese giudiziarie di Skylock è un “naufragio”. La radice delle esigenze usuraie di Geremia trae linfa da un perverso voyeurismo nella vita degli altri. La bontà di quest’ultimo è persino in concorrenza con quella del “pirata”, altro usuraio (riecco il mare!).  Entrambi hanno amici, che si rivelano come “traditori” del loro capitale e della loro generosità. Il parallelismo, che potrebbe durare ancora per molto, li accomuna, infine, in un parlamentare abilissimo: siano un’oratoria seducente o una filippica.

Il linguaggio suadente del prestito e quello intimidatorio della riscossione aprono le porte all’oggi. Le troike offrono ai paesi il lenimento, la realizzazione del sogno, persino un qualche migliorato benessere, oppure nei casi più disgraziati la sopravvivenza di un popolo.

Il prestito non va denigrato: è sempre stato sin dalla modernità una categoria intrinseca dell’investimento e dello sviluppo. Anche della formazione degli stati. È la qualità del debito che forse è peggiorata. Alla restituzione di interessi e capitali viene preferito il controllo finanziario, sempre più diretto, dell’agenda politica. Quindi, della libertà e della democrazia (se presenti) di una nazione. L’arrabbiatura e le pretese animalesche di Skylock si sono trasformate nelle raffinate deformazioni nevrotiche di Geremia (“L’ultimo pensiero sarà per voi!”). Entrare nella vita degli altri con la scusa di essere paesi amici: che i banchieri dei Brics e quelli dell’FMI accolgano suggerimenti dal cinema e dalla letteratura?

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