Si fa sempre più profonda la frattura in Forza Italia, berlusconiani da una parte e fittiani dall’altra. La separazione in casa si consuma, toccando probabilmente un punto di non ritorno,  domenica 8 marzo.  Infatti, mentre a Bari, Giovanni Toti e Luigi Vitali inaugurano la campagna elettorale presentando, Francesco Schittulli quale candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia. Raffaele Fitto, invece, nello stesso giorno, farà la conta dei suoi in Sicilia

PALERMO – In Puglia la sintesi tra Ricostruttori e berlusconiani sembrava essersi trovata intorno al nome di Francesco Schittulli su cui Fitto aveva assicurato di far convergere i suoi voti. Ma Berlusconi cerca di spingere Fitto fuori dal partito escludendo dalle liste tutti i suoi uomini, con la speranza che l’ex Ministro per gli Affari Regionali vari una propria formazione all’esterno di Forza Italia.

La presenza di Fitto alla convention di Palermo dei #ricostruttori, presso l’ex cinema Fiamma, nello stesso giorno in cui a Bari viene presentato Schittulli quale candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Puglia, è un forte prodromo di una spaccatura che sembra non avere rimedi. La convention siciliana è organizzata da Francesco Saverio Romano, uomo di fiducia di Fitto in Sicilia, che commenta così il progetto dei Ricostruttori.

saverio romano

“Continua il percorso di noi Ricostruttori, consapevoli che nel nostro Paese vi sia la necessità politica e sociale di una ricostruzione di Forza Italia e del centrodestra. In questa occasione, insieme a Raffaele Fitto, continueremo a confrontarci sui temi che più ci stanno a cuore, dal fisco alla giustizia, dal lavoro alla famiglia, dallo sviluppo, alle piccole e medie imprese, dalla sicurezza sociale alla lotta alla burocrazia inefficiente, convinti come siamo che il centrodestra debba proporre i suoi contenuti, che si richiamano alla vera partecipazione e ai principi liberali”.

“Siamo a un punto di svolta – continua Romano -, la congiuntura economica e sociale rimane preoccupante, nonostante i proclami e gli slogan di chi ignora l’amara realtà degli indicatori economici e del disagio sociale. Ebbene, noi vogliamo ripartire dalle proposte di chi vuole dare un contributo, sebbene nel solco del nostro patrimonio ideale e culturale. Una battaglia politica che fa registrare ampio consenso, nuove energie ed entusiasmo”.

Il centrodestra e in particolare Forza Italia che fino a poco tempo avevano la loro roccaforte in Sicilia, adesso non stanno attraversando, per dirlo con un eufemismo, il loro migliore momento.

Tutto ebbe inizio nel novembre del 2009 quando Gianfranco Micciché unitamente ai finiani furono gli autori della prima scissione del Pdl Siciliano in opposizione all’area del partito facente capo ad Angelino Alfano, a Renato Schifani e ai coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. Quindi a livello nazionale poi avvenne lo strappo Fini-Berlusconi dell’aprile 2010, la scissione del 2012 dei Fratelli d’Italia, fondato da Giorgia Meloni, e nel 2013 quello del Nuovo Centrodestra capeggiato da Angelino Alfano a seguito della rinascita di Forza Italia.

Il tour di Fitto in Sicilia serve a capire su quanti seguaci Saverio Romano potrà fare affidamento e cosa possa offrire la Sicilia ai ricostruttori di Fitto.

Stando così le cose, pare ci siano tutti i presupposti per un ennesimo strappo all’interno degli azzurri, anche se l’ex Presidente della Regione Puglia ha detto più volte che da Forza Italia non vuole andarsene.

Se non si dovesse trovare un compromesso tra le due anime del partito, e attualmente pare veramente difficile per il contesto di alta conflittualità in cui si trovano, c’è da chiedersi come potranno convivere sotto lo stesso tetto senza che Forza Italia non ne subisca ulteriori danni? A meno che qualcuno cambi idea e si convinca a sloggiare.

Ma in ogni caso a perderci sarà sempre Forza Italia e l’omogeneità del centrodestra, che oggi più che mai è un mito d’altri tempi.

Salvo Grasso

 

A proposito dell'autore

Nel 1990 si appassiona al giornalismo grazie a due film: “Tre colonne in cronaca” e “Una fredda mattina di maggio” in cui Sergio Castellitto interpreta la parte di un giovane ma coraggioso giornalista alle prime armi. L’amore per il giornalismo lo porta, già a 20 anni, a scrivere per La Sicilia, dove impara i rudimenti del mestiere occupandosi particolarmente di sport. Grazie agli studi in Scienze Politiche si avvicina alla politica e alle tematiche sociali di cui ha scritto per diversi giornali online.

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