E se Checco non facesse solo ridere?
State tranquilli proverò a non fare alcun spoiler sul film, ma a parlare di uno degli aspetti di maggiore impatto presenti nel film e di cui tutti già conosciamo qualcosa, almeno per grandi linee.

In questo film a restare impresse non sono le comunque meravigliose battute presenti in gran parte della pellicola, ma quello che esse nascondono in maniera meno celata che nei precedenti.
Una su tutte la figura del Senatore rottamato, interpretato da un bravissimo Lino Banfi che, nei pochi minuti concessi, riesce a sintetizzare perfettamente la figura istituzionale che interpreta rispecchiandone i canonici tratti distintivi, ma riuscendo ad essere meno macchietta degli originali al governo.

Zalone Banfi

Imparino i vari Guzzanti & co., il film dell’anarchico Zalone riesce a fare qualcosa che loro sognano negli incontri sinistroidi che realizzano comunque in ottimo modo: parlare a tutti.
Con un linguaggio semplice, scherzando su stereotipi e sugli stessi intellettualismi inutili che portano comunque il comunista che “lotta” per i lavoratori in centro a fare acquisti da Pinko, ed affossa il paese con il concetto del posto fisso e della ricerca continua di scuse per non lavorare e guadagnare lo stesso.

Mi è tornata in mente una frase attribuita al grande Berlinguer: “Gli italiani non cercano il lavoro, vogliono lo stipendio”.
Ed a pensarci bene, ma anche di sfuggita, quale genitore degli attuali trentenni non ha auspicato il posto fisso per il proprio figlio, anche se ciò avrebbe continuato a rafforzare l’edonismo generale ed un clientelismo per ‘i soliti’?

Qualcuno dirà che nel film si esagera sui così detti “impiegati fissi”, ma basta recarsi presso un qualsiasi ufficio pubblico o pseudo tale per capire che forse è solo una minima parte quella che si vede nel film.

Quo-Vado
Gli incassi che nei giorni si susseguono portando il film da record in record, non è un vanto per il cinema italiano in generale, sempre attaccato per la maggiore all’amico o al “parente in politica” per ottenere i fondi. Il cinema italiano deve svegliarsi realmente e non è perché si è vinto ultimamente l’Oscar che si è migliorati.
Qui abbiamo la Mediaset alle spalle, ma come detto dalla coppia Zalone / Nunziante, si sono messi in gioco per primi per poter dire ciò che volevano e fare un film come loro desideravano.
Zalone, spero per lui scherzando, ha detto di aver speso tutto ciò che ha incassato col precedete successo cinematografico da lui interpretato per poter fare il film.

Zalone in questo film fa ridere, e tanto, ma fa soprattutto SORRIDERE che è cosa ancor più utile e difficile, ma spero che serva a destare gli “italiani sempre più idioti con diritto di voto”!

Davide Di Bernardo.

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