di Rosa Maria Di Natale

 

A Catania le denunce delle vittime di pizzo ed usura sono in netto calo. E per averne la prova non basta leggere una sola fonte di dati ma incrociarne due. Lo segnala l’Asaec, l’associazione Antiracket “Libero Grassi” di Catania, che nella nuova puntata di Focus City spiega attraverso le analisi di due storiche volontarie, Giusi Mascali e Linda Russo Zangara, i motivi di un fenomeno che passa da troppo tempo sotto traccia.

Per la Corte d’appello i procedimenti contro i due reati iscritti al Tribunale di  Caltagirone e di Catania dal 1°gennaio 2012 al 30 novembre 2015  sono stati 381. Nel triennio il numero dei procedimenti è aumentato  del 60% . Ma in realtà, le denunce dei taglieggiati a Catania sono diminuite. Basta confrontare questi dati con quelli  della Procura distrettuale di Catania sulle richieste di accesso al Fondo di rotazione a sostegno delle vittime dal 2012 al 2015 registrano un calo notevole: il 70%. *

“Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze – spiega Giusi Mascali -.  Molti processi iniziano, infatti, su input del Pubblico Ministero ma poi le vittime non confermano. L’estorsione è un tipo di reato che va analizzato confrontando con i dati di coloro che presentano domanda al Fondo  per ottenere un indennizzo. Perché a Catania non si denuncia più? È un problema culturale. Chi cede al pizzo pensa che tenersi buona la malavita organizzata possa risultare “pagante”. In realtà non è così , ma anzi porta ad una pericolosa contiguità con l’ambiente mafioso”.

Non va meglio per l’usura. Per Linda Russo Zangara, “la vittima non denuncia soprattutto perché non ha un’ alternativa. L’accesso al credito è assolutamente blindato. Quando una persona ha bisogno di denaro, a prescindere che si tratti di un imprenditore, di un singolo o di una famiglia,   non piò accedere ad alcun tipo di credito se non ha garanzie sufficienti.  Se in quel momento è necessario il denaro si va dall’usuraio, soprattutto se si tratta di problemi di salute”.

Al termine di questa puntata di Focus city è previsto un bonus di altri tre minuti: una toccante testimonianza di una vittima dell’usura che racconta la sua storia. Giovanni D. (nome di fantasia) ha ancora paura e non vuole farsi riconoscere, ma è un imprenditore che ha trovato il coraggio di denunciare  e consegnare l’usuraio alla giustizia.

https://www.youtube.com/watch?v=s7CWySf3TWQ

“La denuncia può attendere” è il secondo appuntamento di Focus City Catania, il web format che approfondisce in tre minuti argomenti di attualità e cronaca del territorio realizzato da Good Local News per SiciliaJournal.it

 

*Dati: CORTE DI APPELLO DI CATANIA

Procedimenti di USURA ed ESTORSIONE iscritti al Tribunale di Caltagirone e di Catania
dal 1° gennaio 2012 al 30 novembre 2015: totale 2012:  73; totale 2013: 84;  totale 20Dati: CORTE DI APPELLO DI CATANIA14: 107; totale 2015: 117 (totale complessivo 381).

Dati: Procura distrettuale della Repubblica di Catania. Dal 2012 al 2015 pervenute 76 richieste di parere di accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime. Anno 2012: n.15 per estorsione (art. 629) e 10 per usura (art. 644). Anno 2013: n.17 per estorsione, n.4 per usura;  Anno 2014:  n. 10 per estorsione; n. 4 per usura; Anno 2015: n.13 per estorsione; n. 3 per usura.


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