Legambiente interviene in secondo grado di giudizio nel ricorso per fermare le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in provincia di Ragusa. Nell’appello cautelare, presentato lo scorso 30 gennaio avanti il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA), l’associazione ambientalista chiede l’annullamento dell’ordinanza emessa dal TAR di Catania, che aveva respinto la richiesta di sospensione della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa alla società Irmino Srl, per la realizzazione di perforazioni in contrada Buglia Sottana.

Nell’appello gli avvocati di Legambiente, Corrado Giuliano e Nicola Giudice, contestano le conclusioni dell’ordinanza in questione. In particolare, insistono sul fatto che l’area oggetto della concessione edilizia, contrariamente a quanto affermato dal giudice di primo grado, era sottoposta a vincolo paesaggistico già prima dell’adozione del Piano paesaggistico della provincia di Ragusa, pertanto devono applicarsi al sito le clausole di salvaguardia, come aveva chiesto Legambiente motivando la domanda di sospensione della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa.

Contestano, inoltre, le valutazioni del giudice circa la temporaneità delle opere di ricerca di gas naturale al centro dell’autorizzazione  del Comune di Ragusa in  quanto è

evidente come questa attività di prospezione sia finalizzata alla successiva estrazione degli idrocarburi.

Il Collegio difensivo di Legambiente chiede, pertanto, che il CGA annulli l’ordinanza del TAR di Catania ed accolga la domanda di sospensione cautelare della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa.

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