RAMACCA – Il candidato a sindaco del progetto Facciamo Ramacca, Francesco Nicodemo, ha svolto stamattina un sopralluogo – con un gruppo di agricoltori ramacchesi – lungo la strada statale 288 per verificarne le condizioni a seguito di una frana.

“Abbiamo appurato come la strada – spiega Nicodemo – sia chiusa al traffico da giorni. E’ interrotta dal tratto che va dal bivio Pollaci sino al bivio Jannarello.Ho raccolto il grido di protesta dei miei concittadini, in particolar modo dei pendolari e degli agricoltori, che vivono un grandissimo disagio a causa della chiusura dell’arteria”.

“Per raggiungere Catania si è costretti ad allungare il percorso – aggiunge Nicodemo – e i produttori non possono raggiungere le campagne con i loro mezzi di trasporto per la raccolta e la vendita di arance e carciofi e sono costretti a percorrere anche 30 chilometri in più”.

“Tutto ciò è intollerabile – sottolinea il candidato di Facciamo Ramacca -. Già durante il mio breve periodo di assessore provinciale alla Viabilità avevo segnalato all’Anas, nel 2012, le condizioni di questa e di altre strade chiedendo interventi immediati. Nel corso di un vertice a Palermo avevo ottenuti un impegno preciso dall’Anas per la messa in sicurezza: questa strada è molto pericolosa ed è stata teatro, purtroppo, di gravissimi incidenti stradale e molti automobilisti hanno perso la vita”.

“Sono passati 4 anni da quegli impegni. I progetti erano già stati stilati e dovevano essere finanziati dall’Anas. Adesso chiediamo di intervenire con la massima urgenza nel tratto franato  e di  provvedere alla bitumazione del manto stradale deformato e all’installazione di guard rail perché lungo la strada ci sono degli alberi che sono molto pericolosi in caso di incidenti.  Servono risposte concrete e veloci: i nostri agricoltori – vittime di una crisi gravissima e senza precedenti – devono fare fronte a un prezzo di arance e carciofi ormai bassissimo e non possono subire anche l’ulteriore disagio delle strade interrotte, pericolose e impraticabili. I nostri cittadini non possono essere abbandonati e isolati: noi non lo permetteremo”.

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