di Graziella Nicolosi

CATANIA – Ha già 14 anni la legge che regola il randagismo, la cui inefficacia è sotto gli occhi di tutti. A dimostrarlo sono le migliaia di cani randagi che quotidianamente circolano lungo le strade siciliane, dalle zone centrali alle periferie, fino a spingersi davanti alle scuole e agli ospedali, con tutti i pericoli del caso.

Per arginare il fenomeno arriva all’Ars una proposta di legge, presentata da deputati regionali Concetta Raia (prima firmataria), Anthony Barbagallo e Gianfranco Vullo.

Il disegno di legge “per il controllo e la prevenzione del randagismo” vuole dotare la Regione di un piano organico che riduca, in un lasso di tempo di 3/4 anni, la nascita di nuove cucciolate attraverso la sterilizzazione dell’80% dei cani vaganti.

Secondo la Raia, infatti, “i cani randagi in Sicilia, eccetto pochi casi, non sono conseguenza dell’abbandono da parte dei detentori, ma frutto di varie generazioni di vaganti arcaici e integrati”. È necessario, dunque, puntare alla sterilizzazione, più che al ricovero nei rifugi, che si limita solo a tamponare il problema, facendo oltretutto aumentare i costi a carico dell’ente pubblico.

Per ottenere questo risultato i Comuni (tramite le Aree Metropolitane o i costituendi consorzi) dovranno destinare una quota delle spese per il ricovero dei cani vaganti alla stipula di  convenzioni con veterinari liberi professionisti presenti sul territorio e già attrezzati per effettuare la sterilizzazione degli animali (da preferire, quindi, ai veterinari dipendenti delle Asp, che andrebbero lasciati ai loro compiti d’istituto per evitare inutili spese aggiuntive).

Il disegno di legge, che si compone di sei articoli, intende avviare la campagna di sterilizzazione entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore; prevede inoltre la reimmissione sul territorio degli animali per limitare il sovraffollamento dei rifugi.

Sul fronte del randagismo, buone notizie arrivano anche da Belpasso, dove la Giunta comunale ha deliberato lo schema di Protocollo d’intesa con i Comuni di Mascalucia, Nicolosi, Ragalna e Camporotondo per la creazione di un ambulatorio veterinario intercomunale. La struttura si occuperà principalmente della microchippatura dei cani di proprietà e della sterilizzazione dei randagi.

“Nell’ambulatorio – spiega l’assessore con delega al randagismo Santi Borzì, – opererà personale dell’Asp di Catania, coadiuvato da volontari del territorio. Ogni Comune contribuirà in maniera paritaria alle spese di gestione dell’ambulatorio, che comunque non supereranno la quota di € 3.000 annue per ogni Ente”.

Adesso si attende l’approvazione del protocollo d’intesa da parte degli altri cinque Comuni, a cui potrebbe aggiungersi Biancavilla. Fiducioso il sindaco di Belpasso Carlo Caputo, secondo cui “in base agli incontri preliminari avuti fino ad ora, si arriverà probabilmente ad un esito positivo in poche settimane”.

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