Gaetano Fisauli

RANDAZZO − Si tratta di una situazione che si trascina ormai da tantissimi anni, nel 2009 i proprietari dei terreni nelle vicinanze del depuratore protestavano con  lettere,  organizzavano incontri con l’amministrazione del Comune senza ottenere risultanti. I consiglieri  Francesco Sgroi e Freddy Pillera avevano richiesto la costituzione di una commissione consiliare per chiarire i motivi del malfunzionamento del depuratore e individuare eventuali responsabilità o superficialità. La professoressa Manuela Coci dell’Università di Catania aveva presentato un progetto di studio sul depuratore, per utilizzare i reflui per scopi irrigui,  il finanziamento doveva arrivare dal parco dell’Alcantara e dalla Provincia.  Passati 2 anni nel 2011, i proprietari dei terreni attorno al depuratore protestavano  affermando che il depuratore non aveva mai funzionato. I 13 proprietari dei terreni limitrofi al depuratore hanno portato il Comune di Randazzo al Tribunale di Bronte dove il giudice Cristiana Gaia Casentino ha dato loro ragione, vietando al Comune di utilizzare l’impianto del depuratore che non aveva mai svolto alcuna funzione di depurazione, ma che anzi emetteva reflui in uscita altamente nocivi a causa dei sovradosaggi di ipoclorito di sodio.

Il Ctu del Tribunale aaccertava che la causa originaria dell’impossibilità del corretto funzionamento dell’impianto risiedvae proprio nell’errata progettazione ed esecuzione dell’opera, il Comune decideva di ricorrere in appello alla sentenza per opporsi a un provvedimento pienamente legittimo, a tutela della salute dei propri cittadini. Il sindaco di Randazzo dichiarava che il depuratore pur non funzionando perfettamente svolgeva le sue funzioni, secondo i rilievi effettuati dall’Arpa.

L’incubo tornava nel  2012, liquami nelle Gole dell’Alcantara,  l’oasi naturale vittima del depuratore di Randazzo, a denunciare l’accaduto era l’associazione Acquaterra affermando che le vasche di raccolta del depuratore del Comune di Randazzo scaricavano nel fiume.

Oggi il Comune vive con una spada di Damocle, da quando il giudice ha disposto la chiusura del depuratore su richiesta dell’avv. Rosario Magro che ha agito per conto dei 13 proprietari dei terreni agricoli limitrofi.  Dopo numerose lettere, interventi dei consiglieri comunali che non hanno portato a nulla, pochi e insufficienti  lavori effettuati dal Comune, è stata chiesta l’esecuzione dell’ordinanza del giudice. Ad oggi il depuratore non è ancora stato chiuso, l’ufficiale ha rinviato l’esecuzione perché il sindaco Mangione ha chiesto una proroga a causa dei rischi ambientali che si potrebbero correre liberando i reflui direttamente nell’Alcantara, il Comune non può affrontare i lavori perché troppo onerosi e nel frattempo un’oasi naturale viene deturpata con un  disastro ambientale che si sta consumando da anni e continua come “La storia infinita”.

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