GRAMMICHELE – Si è riunito  ieri mattina a Grammichele un comitato spontaneo di cittadini per discutere delle ragioni del Sì al referendum costituzionale indetto per il prossimo 4 dicembre, assieme alla deputata regionale Concetta Raia, componente della direzione Nazionale del PD e il senatore Giuseppe Compagnone, ex sindaco del comune. La parlamentare catanese, con la collega Luisa Albanella, ha ufficializzato nei giorni scorsi la propria adesione al comitato “Sinistra per il Sì”, che a livello nazionale ha avuto tra i primi sostenitori Luigi Berlinguer, Franco Cassano, Vannino Chiti, Cesare Damiano, Paola De Micheli, Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Roberto Gualtieri, Alessandra Kustermann, Catiuscia Marini, Maurizio Martina, Matteo Mauri, Matteo Orfini, Andrea Orlando, Gianni Pittella, Luciano Pizzetti, Edo Ronchi, Sergio Staino, Mario Tronti, Salvatore Veca, Francesco Verducci, Sergio Zavoli, Nicola Zingaretti  e tantissimi altri.

“Noi, donne e uomini di sinistra, sosteniamo le ragioni del SI avendo a cuore il futuro del nostro Paese, la qualità della nostra democrazia e la necessità di sostenere politiche per il lavoro, per il welfare, per la solidarietà,  l’equità sociale e la partecipazione – ha dichiarato la parlamentare Raia – Sosteniamo l’idea di una politica capace di migliorare e rinnovare se stessa e le istituzioni rappresentative in cui i cittadini tornino a riconoscersi, per dare voce e protagonismo a tutti, a partire da chi non ha la forza di farsi sentire da solo”. “L’occasione referendaria non va sprecata anche perché l’Italia non può permettersi di ricominciare ancora tutto daccapo ancora una volta – prosegue, aderendo all’appello sottoscritto a livello nazionale –Le ragioni del no vanno certo rispettate, ma pensiamo che gli effetti di una bocciatura della riforma possano avere ripercussioni negativi per il Paese”. “Penso al nostro partito – ha aggiunto – che non può incappare nel rischio di frantumarsi, il Pd ha bisogno di tutti perché le sfide che ci aspettano e sono, tante, immediate e fondamentali”.

Entrando nel merito, il progetto di riforma non tocca la prima parte delle Costituzione, ha avuto una lunga e proficua incubazione, è l’esito di un lavoro di confronto in Parlamento e nella società che ha consentito di approvare un testo migliorato rispetto a quello inizialmente proposto, con l’elezione diretta dei Senatori, l’innalzamento dei quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica e l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale da parte del Senato. E, infine, con un importante apertura del PD e del Governo sulla modifica della legge elettorale.


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