CATANIA – “In questo Paese si distrugge: bisogna, invece, iniziare a costruire, altrimenti l’Italia va a picco”, questo l’emblematico attacco dell’ex presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, intervenuto nella giornata  nel corso di “Centristi per il SI’ “, incontro volto a sensibilizzare la società civile sull’importanza del prossimo voto di revisione della carta  costituzionale.

L’evento, fortemente voluto dal gruppo di centro all’Ars, e in particolare dal commissario provinciale dell’Udc, Marco Forzese, si è tenuto presso il centro fieristico “Le Ciminiere” di Catania, colmo in ogni ordine di posto. “Sarà pur vero che la politica è lontana dalla gente, ma oggi ne vediamo tanta qui presente. Questo popolo ci chiede di rimetterci in marcia, perché la ricreazione è finita: i moderati in Sicilia non fanno più parte di una realtà che non esiste più, ma sono quelli che adesso possono fare la differenza”, ha spiegato Casini.

“Cosa hanno in comune i moderati con chi vuole portare al NO? Non c’è niente da spartire. Quali sono le ragioni del NO? Sono finte motivazioni, si vuole togliere la possibilità all’Italia dii migliorarsi. C’è gente anziana qui, e penso alle tante battaglie giovanili che abbiamo fatto con il sindaco di Catania, Enzo Bianco: non disprezziamo gli esponenti della vecchia politica, perché loro sono portatori di esperienza. Se vogliamo il dilettantismo politico facciamo la fine della Raggi a Roma”, ha aggiunto, pungendo il Movimento Cinque Stelle. Duro, poi, su un possibile esito negativo: “Abbiamo avuto tante occasioni di riformare la costituzione: se vince il NO si mostra a tutto il mondo che l’Italia è irriformabile”.

Casini ha parlato, poi, dell’opposizione: “Perché si vota NO? Per bocciare Renzi? Bocciamo Renzi e bruciamo anche questa speranza. Per chi? Salvini? Non capisce che seminando tutto quel veleno nei talk show fa solo il gioco dei Cinque Stelle: votare NO significa consegnare questo Paese nelle mani di Grillo. Berlusconi? Lui è un professionista ed è troppo intelligente per non capire che tutta questa campagna va a vantaggio del Movimento, quindi si astiene”, ha proseguito.

Apre, poi, ad un’alleanza con il PD: “Il nemico non è più il comunismo: il mondo è cambiato. Viviamo in un Paese in cui l’anti-politica blocca lo sviluppo: queste persone giocano con il fuoco. C’è una lotta continua contro l’Europa, e l’altro giorno leggevo una lettera scritta da De Gasperi che avvisava circa il rischio di un’Europa divisa. Qui si fa speculazione su chi arriva da Lampedusa, ma si guarda almeno all’estero? Negli Stati Uniti? E in Asia o in Africa? Chiunque può vedere come stanno gli altri, e loro possono capire come stiamo noi: e nei villagi africani, di conseguenza, non vogliono più starci. E’ la storia che si ripete, con colori diversi, e noi rispondiamo con i muri?”, domanda Casini.

“Questo Referendum è lo spartiacque della politica italiana: chi non ha voglia di impegnarsi per cambiare, non ne ha capito l’importanza. Si stanno costruendo barriere piene di populismo, tra i cugini della Le Pen, Salvini e Meloni in primis, e Grillo”, ha affermato. Ha discusso, poi, dell’atteggiamento dell’opposizione all’interno del centrosinistra, capeggiata da Bersani, che non confermerà il voto di riforma: “Dispiace, perché l’opposizione del PD ha votato questa riforma e adesso si tira indietro impaurita dalla deriva autoritaria. Io non ne posso più di questa storia della deriva autoritaria, da venti anni non si parla d’altro: il problema è che pur di cacciare Renzi trascurano l’esigenza di un cambiamento vero”, ha dichiarato.

Chiude, poi, con un appello ai moderati: “In questo Paese c’è bisogno di creare un’area centrisa ch sia in grado di dialogare con l’Europa e con la cittadinanza, e non un carro di parlamentari tra lusso e altro. La politica è in crisi, oggi c’è bisogno di qualcuno che sia più presente. Da questo giorno parte una mobilitazione che, di provincia in provincia, mostrerà a tutti che l’Italia è riformabile”, ha concluso Casini.

Importante anche l’intervento del deputato regionale, Marco Forzese, promotore dell’evento: “Sono molto orgoglioso per la straordinaria partecipazione, perché questo è sintomo di grande interesse quando si fa una buona politica. È un’occasione per discutere di come stia governando la Sicilia Crocetta, che non si sente in dovere di fare il punto sulla sua attività da presidente. E siamo giunti al punto di chiedergli cosa voglia fare della Regione. Anche perché il nostro Governo si sta rivelando inadeguato su diversi temi, quali quello della Sanità e dei rifiuti”, ha spiegato.

“Bisogna prendere atto del fallimento del suo operato. Ma non è la giornata per parlarne. Discutiamo del Referendum: sono consapevole che non vi sia un’opinione universalmente condivisibile sull’argomento”, ha aggiunto. Se c’è, però, una ragione per votare SI’, essa è contenuta nel comma 13 dell’articolo 39, e tratta del rapporto tra le regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciali. Votare a favore della riforma vuol dire salvare il destino della nostra Sicilia: e non possiamo trascurare questo dettaglio. Oltretutto, il NO rappresenta non solo un fallimento perché non si vuole cambiare, ma anche e soprattutto perché si consegnerebbe il Paese nelle mani di Grillo, e non possiamo permetterlo”, ha dichiarato Forzese.

T.A.

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