CATANIA – “Non si può intendere il Referendum come un voto Pro o Contro Renzi: sarebbe una follia”: chiaro il messaggio lanciato da Marco Forzese, deputato all’Ars, nonché vicepresidente della Commissione IV- Ambiente e Territorio, che nella giornata odierna, presso l’hotel Nettuno a Catania, ha spiegato le ragioni del Sì al prossimo appuntamento alle urne per modificare la Costituzione italiana. Un evento che non può e non deve assolutamente passare in secondo piano.

Una giornata importante quella di oggi: chiarire le dinamiche, infatti, diventa fondamentale per consentire ai cittadini un voto consapevole: “È la volta buona per cambiare qualcosa, e noi che facciamo? Non possiamo perdere questo treno che passa poche volte nella vita: abbiamo la possibilità di consegnare ai nostri figli un’Italia diversa, più snella burocraticamente, e girarci dall’altra parte non ci è permesso. Soprattutto adesso, visto il momento di crisi: leggiamo ogni giorno, da anni a questa parte, focus e lamentele sullo stato di cose del nostro Paese. Bene: adesso che possiamo fare qualcosa ci tiriamo indietro?”, ha spiegato Forzese. “D’altra parte, poi, è un passo importante per combattere l’antipolitica e il populismo dilagante che, quotidianamente, ostacola l’operato delle amministrazioni: questo Referendum deve essere sentito, come le stesse ragioni a supporto. Chi vota No deve farlo coscientemente, avvalendo tesi a sostegno, e non per mandare a casa Renzi. Abbiamo una carta costituzionale obsoleta e pensiamo solamente, come da tradizione, a far saltare la poltrona al leader di turno, perché non d’accordo con la nostra ideologia? Possiamo continuare così?”, aggiunge il deputato.

Doveva essere un dibattito, e così è stato: numerosi, infatti, sono gli interventi rivolti dal pubblico presente all’ex ministro ed esponente UDC, Francesco D’Onofrio, esperto di Costituzione: “Quali sono i vantaggi di questa riforma? Innanzitutto i risparmi che questa porta ai nostri enti. Segue, poi, un iter legislativo più veloce ed efficiente. E’ un’opportunità anche e soprattutto per intervenire in maniera attiva su settori quali la Sanità e l’Agricoltura. E qui, in Sicilia, ce n’è bisogno”.

All’evento erano, inoltre, presenti il presidente dell’Asec di Catania, Francesca Garigliano, e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Giovanni Pistorio. Proprio quest’ultimo, ha posto l’accento su un modello costituzionale sempre più europeo: “Non si può continuare a parlare di deriva autoritaria in caso di vittoria del Sì al Referendum: l’antipolitica dovrebbe capire che ci sono dei lati positivi impossibili da ignorare. Oltre al rapporto Stato-Regioni, che ne uscirebbe rafforzato, bisogna ricordare che l’iter amministrativo dei nostri enti, da sempre criticato, verrebbe smaltito, e con questo anche i commenti negativi dei cittadini. Guardiamo sempre all’estero, in particolare in Germania, con una certa invidia: con la vittoria del Sì l’Italia adotterebbe lo stesso modello, perché non cambiare?”, ha concluso.

T.A.



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