ROMA- Dopo la decisione del Tar del Lazio che ha negato la propria giurisdizione sugli atti impugnati relativi al quesito referendario, la battaglia sul referendum si sposta in Corte di Cassazione. Lo afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons.

Il Codacons attende infatti che la Cassazione,  sia l’ufficio centrale cui si è rivolto con istanza di correzione del quesito, sia le Sezioni Unite cui l’associazione ha proposto ricorso per eccesso di giurisdizione (nella parte in cui ufficio centrale si è spinto fino a considerare il quesito conforme alla legge, cosa che non competeva a tale organo) fissino udienza urgenze di comparizione delle parti, per esaminare le richieste del Codacons e anche le questioni di costituzionalità che – a quanto si capisce dal comunicato del Consiglio di Stato – sembrerebbero anche per i giudici amministrativi non manifestamente infondate.

In questa materia elettorale e referendaria è sempre difficile trovare un giudice che si assuma l’onere di contestare l’operato del Governo, specie ora che è in atto un nuovo scontro tra magistratura e Governo – dichiara il Codacons  – Alla fine qualcuno dovrà pur decidere, valutando il quesito referendario carente rispetto a quanto previsto dalla legge 352 del 1970. Ovviamente valuteremo se proporre anche appello al Consiglio di Stato contro la sentenza emessa oggi dal Tar, continuando a sostenere che almeno per quel che riguarda i compiti del Presidente della Repubblica e della Presidenza del Consiglio i due organi hanno illegittimamente omesso di verificare l’erroneità del quesito rispetto alla formulazione voluta dalla legge.


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