Ancora caos nella Sanità regionale, su ogni versante: sia quello orientale, che quello occidentale. E gli animi si surriscaldano, a maggior ragione dopo la trovata del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha deciso di istituire un comitato dei saggi per colmare il buco lasciato dalle dimissioni dell’assessore alla Salute, Lucia Borsellino.

Tutto qui? No, perché dal nulla ecco l’ennesima “crocettata”: assessorato ad interim. E nessun comitato, né nuove nomine. E non sono mancate le critiche. In particolare, Enzo Tango e Fortunato Parisi, segretari di Uil Fpl e Uil Medici Sicilia, non ci stanno: “Ci eravamo sorpresi nell’apprendere che il presidente Rosario Crocetta avesse preferito insediare un Comitato di Saggi per vegliare sulla Sanità siciliana, piuttosto che nominare il nuovo assessore in sostituzione di Lucia Borsellino. Adesso, sembra ancora più singolare che il presidente abbia comunicato di voler tenere a lungo per sé l’interim dell’Assessorato. Dicono che questo servirà a sbloccare procedure, nomine, concorsi. Lo faccia subito, firmi i decreti e assuma i precari. A quel punto, magari, gli chiederemo di assumere l’interim di molti altri assessorati regionali!”, hanno dichiarato.

“Alla Sanità siciliana non servono commissari, mentre oggi l’interim di Crocetta sembra un supercommissariamento che si colloca in linea con quelli già ripetutamente disposti dallo stesso governo regionale per tante aziende ospedaliere e sanitarie, ormai rassegnate da anni alla precarietà e all’inerzia. Non giova, inoltre, avere un Comitato di Saggi. Senza volere entrare nel merito della incompatibilità di alcuni suoi componenti, riteniamo necessaria la nomina immediata di un assessore. E’ indispensabile una guida politica autorevole, competente e impegnata a tempo pieno nella soluzione dei molti nodi di questo settore. Sono ormai indifferibili scelte chiare, condivise e tempestive per lasciarsi definitivamente alle spalle la lunga stagione delle incertezze e dei commissariamenti!”, hanno aggiunto.

A rincarare la dose,  i segretari regionale e provinciale della UIL FPL Enzo Tango e Stefano Passarello che hanno deciso di chiedere al governatore Crocetta di attenzionare una volta per tutte le difficoltà di questa terra, a partire da un settore fondamentale come quello sanitario che in questo momento è allo sbando, sia per le dimissioni dell’assessore Borsellino, sia perché manca una vera politica di assistenza e di servizi che possa aiutare davvero utenti e operatori del settore. “La crisi che ha colpito la Sicilia, il suo governo e la sanità ci lascia pochissime speranze: è difficile poter immaginare un futuro più roseo, fatto di efficienza e servizi se fino ad adesso proprio efficienza e servizi sono stati e sono per la nostra terra mera utopia. Per questo lanciamo l’ennesimo grido d’allarme rivolto al presidente Crocetta affinché abbia finalmente un sussulto di dignità e renda meno vergognosa una situazione gestionale e politica sulla quale c’è molto da discutere”, si legge dalla nota.

“Le dimissioni di Lucia Borsellino, persona stimabilissima professionalmente ma poco adatta al ruolo sin qui rivestito, creano un vuoto che la sanità non può certo permettersi – affermano Tango e Passarello – perché proprio la sanità siciliana ha bisogno di una guida politica e non certo di un comitato dei saggi. Nulla da eccepire sui componenti di questo comitato, tutte figure dall’alto valore professionale e umano, ma non sono loro che devono guidare la sanità: anzi, a nostro parere, la scelta di Crocetta di nominare questo comitato è solo dannosa e controproducente e questa vacatio è gravissima”.

La UIL FPL fa notare anche come le dimissioni della Borsellino siano arrivate poco dopo le obiezioni presentate dal sindacato sulla pianta organica: “l’ex assessore Borsellino riteneva che i nosocomi siciliani fossero organicamente funzionali: se si fosse fatta un giro per le corsie, così come facciamo spesso noi, si sarebbe accorta come mancano ancora tante figure prima di poter affermare che le piante organiche sono complete. Mancando personale, aggiungono Tango e Passarello, si creano disagi innanzitutto all’utenza e poi agli stessi operatori che vengono caricati di molteplici attività con il rischio di commettere errori. E che manchi personale lo si nota soprattutto ora, in piena stagione estiva, con operatori in ferie e reparti quasi scoperti: senza parlare dei pronto soccorso dove servirebbero molte unità, così come noi della UIL FPL abbiamo più volte denunciato fornendo numeri concreti sulle esigenze dei vari territori”.

E a Catania le cose non migliorano: “è assurdo – dice Stefano Passarello – che ancora la prima commissione all’Ars non abbia ratificato la nomina del dottore Giammanco come direttore dell’Asp. Non può, una provincia come Catania, permettersi di restare senza guida considerando che l’Asp fornisce una risposta sanitaria a oltre 1 milione di utenti. Ma questa è solo l’ultima dimostrazione di come i tempi della politica, e in particolar modo della politica di questo governo, non coincidano mai con le vere esigenze dei cittadini”, aggiunge Passarello.

Proprio la UIL FPL ha lanciato vari gridi di allarme in questi anni, ha fatto appelli e avanzato proposte per migliorare la sanità in Sicilia e a Catania ma purtroppo tutto ciò è caduto nel vuoto poiché dalla Regione non si sono voluti ascoltare i consigli di chi veramente è a contatto con i problemi della quotidianità così come lo è il sindacato.

“Possiamo citare a tal proposito anche l’esempio della continua acredine tra ospedalieri e universitari, acredine creata da una scelta politica impopolare e che sta avendo gravi ripercussioni sul sistema sanitario: non a caso ci sono dei ricorsi in atto per ristabilire i vari ruoli”, evidenzia Passarello.

“A questo punto – concludono Enzo Tango e Stefano Passarello – vista l’inadeguatezza di questo governo per ciò che concerne la sanità, ma anche il pubblico impiego e la pubblica amministrazione – chiediamo una presa di coscienza e che soprattutto una volta per tutte si pensi davvero ai problemi della Sicilia e dei siciliani”.

Da un versante all’altro: come detto, a Catania i toni non sono maggiormente pacati. Nei giorni scorsi ecco la denuncia della deputata del Movimento Cinque Stelle, Giulia Grillo, che ha chiesto al ministero della Sanità l’invio degli ispettori in Sicilia e a Catania “affinché una volta per tutte arrivino risposte su questioni che attendono da tempo soluzione: da un lato la vicenda Asp, con la nomina di Giammanco fatta ma mai ratificata, e dall’altro il nuovo scandalo dell’ospedale Garibaldi dove è dovuta intervenire addirittura la Digos. Adesso basta, non possiamo più avere in Sicilia e a Catania una sanità di serie B o peggio”, ha affermato, riferendosi al sequestro di documenti operato dalla Digos della questura di Catania presso l’ospedale Garibaldi, relativi alla procedura per l’acquisto di un robot chirurgico. La deputata sottolinea che la robotistica chirurgica, nuova frontiera della chirurgia non invasiva, era stata programmata all’ospedale Cannizzaro di Catania.

“Non capiamo perché adesso sia stata avviata la procedura presso l’azienda ospedaliera Arnas Garibaldi. Speriamo che le voci circa un interessamento del sindaco Bianco a tale cambio siano infondate: l’ex assessore Lucia Borsellino, infatti, aveva contestato la legittimità della sede comunale che non ha alcuna competenza di legge. Tuttavia il direttore generale del Garibaldi, Giorgio Santonocito, già ragioniere generale di Stancanelli prima e di Bianco dopo, ha avviato la procedura milionaria per l’acquisto di un robot chirurgico: ma questa procedura sarebbe stata viziata da gravi anomalie, sulle quali ci sarebbero delle lacune sia di carattere documentale che testimoniale, e inoltre sarebbe errata persino la procedura di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale”, ha aggiunto.

Tempestiva è stata la risposta di Francesco Santocono, consulente per le politiche sanitarie di Enzo Bianco, che ha tuonato: “l’Amministrazione non ha perso occasione per fare sentire la propria voce, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in tutte le sedi, avviando confronti importanti e aprendo tavoli di discussione per superare le criticità”.

Secondo Santocono, infatti, “non c’è da sorprendersi che un Sindaco si interessi alle questioni sanitarie della propria città. Il Sindaco è il garante della salute dei cittadini. Ecco perché quest’Amministrazione non ha perso occasione per fare sentire la propria voce, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in tutte le sedi. E lo ha fatto avviando confronti importanti, aprendo tavoli di discussione e ponendo in essere le condizioni necessarie per superare le criticità che si presentavano sul territorio”, ha dichiarato.

“In questi mesi sono stati ascoltati i protagonisti della Sanità catanese e siciliana su numerosi temi, dall’emergenza dei Pronto soccorso fino al ritardo nella nomina dei direttori generali delle Aziende, passando anche per l’esigenza dell’innovazione tecnologica. E tutto questo sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini, con spirito costruttivo e confortati dal supporto delle più autorevoli professionalità del settore. Naturalmente l’Amministrazione resta aperta a qualsiasi tipo di contributo serio, costante e fattivo, soprattutto da parte di coloro i quali rappresentano i cittadini”, ha concluso.

Finita qui? No, perché nelle scorse ore è giunta la replica della Grillo che non le manda a dire:

“Gentile Dottor Santocono,
ho letto con attenzione la sua lettera ad oggetto “Sindaco garante della salute dei cittadini”.
Intanto leggo con dispiacere che il comune di Catania, per un tema tanto delicato come la promozione, prevenzione e tutela della salute non abbia all’interno del proprio organico personale adeguato e debba fare affidamento ad un consulente esterno. Spero potrà capire le mie perplessità, purtroppo la presenza di esperti e medici personali vicino ai politici della regione mi porta a malinconici pensieri (vedi l’arresto del Dottor Matteo Tutino).

Venendo nel merito della sua missiva, senza scomodare la nostra Costituzione, occorre ricordare che il D.lgs 502/92 “Riordino della disciplina in materia sanitaria” e le modifiche normative successive (vedi D.lgs 229/1999) assegnano ai comuni (forse sarebbe il caso di dire conferenza dei comuni) una funzione squisitamente di carattere programmatorio e verifica da regolarsi peraltro, con legge regionale.

Leggo che “l’amministrazione comunale catanese non ha perso occasione per fare sentire la propria voce, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in tutte le sedi. E lo ha fatto avviando confronti importanti, aprendo tavoli di discussione e ponendo in essere le condizioni necessarie per superare le criticità che si presentavano sul territorio”.

Sarei curiosa, anzi chiedo formalmente, di poter leggere i verbali di tali incontri e tavoli. Non ho mai sentito levarsi grandi critiche riguardo una gestione della sanità siciliana che ha ormai dei livelli di inefficienza senza pari. A dire ciò non sono io bensì i fatti che si susseguono quotidianamente: tempi esasperanti per ottenere una visita specialistica o diagnostica; viaggi della speranza (per chi se li può permettere) dei pazienti siciliani verso altre regioni; il durissimo Giudizio di parifica della Corte dei Conti sui bilanci della Regione; le dimissioni dell’assessore alla Sanità Lucia Borsellino; l’arresto del medico di fiducia del governatore Crocetta; le indagini della Digos. Anche adesso, mentre le scrivo mi è giunta un’agenzia dal titolo “Sicilia, giovani medici e professionisti sanitari chiedono il commissariamento della sanità regionale. Insomma, forse sarebbe meglio che il sindaco ed i suoi consulenti chiedano un immediato cambiamento del Governo della Regione e passino il resto del tempo ad occuparsi delle difficoltà economiche che sta attraversando il comune che è a rischio dissesto.”, si legge dalla nota diramata.

Il clima non è disteso, anzi: sarebbe meglio che invece di far la guerra si faccia la pace e si trovi un punto in comune per il bene di tutti. Almeno per una volta.

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