PALERMO – Da due anni, da quando cioè il governatore ha licenziato in tronco 21 giornalisti, la Regione Siciliana è l’unica regione in Italia priva di un ufficio stampa.

Da due anni, quindi, il governatore Crocetta viola impunemente e con arroganza la legge 150 che impone alle pubbliche amministrazioni di comunicare la propria attività ai cittadini mediante giornalisti iscritti all’Ordine. Dal 6 dicembre 2012, giorno del drastico smantellamento dell’Ufficio stampa, costituito sin dagli anni Novanta in base a una precisa normativa regionale, ai siciliani vengono giornalmente propinate informazioni e comunicati provenienti direttamente dal governatore e dai suoi assessori. Questi sostituendosi ai giornalisti svlolgono una attività che in qualunque altro contesto sarebbe loro vietata e sanzionata.

Il danno per la categoria dei giornalisti alla quale vengono sottratte importanti risorse occupazionali è enorme. Ma ad essere offersi sono i siciliani che giornalmente devono subire proclami e propaganda e non possono ricevere, come invece prevede la Costituzione, una corretta informazione. Sta proprio in questo comportamento il discrimine – soprattutto morale – tra una amministrazione trasparente e una che, invece, in disprezzo di norme e leggi, comunica soltanto ciò che le è utile, a tutto discapito dei cittadini.
Dal punto di vista giudiziario le vicende dei 21 giornalisti licenziati hanno visto il sovrapporsi di sentenze che, pur trattando la stessa materia e casi del tutto simili, hanno avuto sinora significati completamente diversi. A dimostrazione che il dell’Ufficio stampa della Regione non era – neanche sotto il profilo legale – riconducibile ai grossolani e sbrigativi ragionamenti di Crocetta.
Il vero obiettivo dello smantellamento dell’ufficio stampa della Presidenza della Regione, quindi, a due anni di distanza, è adesso più che mai chiaro ed evidente. Con la finta giustificazione del risparmio si è voluto creare un meccanismo perverso per evitare ogni professionalità nella comunicazione tra amministratori e amministrati lasciando campo totalmente aperto alle solite esternazioni e alle vane parole dei politici.
L’Associazione siciliana della Stampa e l’Ordine dei giornalisti, a due anni dalla demolizione di uno strumento importante per la democrazia si rivolgono quindi ai cittadini, alla gente, ai siciliani per ricordare che nessuna amministrazione che abbia vero rispetto per gli amministrati può continuare a pensare di violare così palesemente una legge dello Stato recepita anche nella legislazione siciliana. La ricostituzione dell’Ufficio stampa – che ancora oggi incredibilmente ancorché senza giornalisti ha un costo per la Regione di circa seicentomila euro all’anno tra stipendi di impiegati e abbonamenti alle agenzie – diventa un passaggio fondamentale per garantire i diritti dei siciliani.
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