Riceviamo e pubblichiamo.
MESSINA − L’assai travagliata formazione del quarto Governo Crocetta e le polemiche che si sono accese dentro i partiti tra i gruppi spontanei di parlamentari che rivendicano un posto di assessore, confermano che la crisi politica e istituzionale che attanaglia ormai da troppo tempo la Sicilia ha assunto i caratteri di una vera emergenza istituzionale.
Mentre nel Mezzogiorno si registra una timida crescita e le Regioni discutono tra loro su come gestire la questione meridionale, di nuovo una priorità politica nel giudizio dei partiti e del governo nazionale, in Sicilia tutto lascia presagire che Giunta e Assemblea continueranno a essere paralizzate per chissà quanto tempo ancora.
Anche gli alleati più fedeli giudicano il presidente della Regione inidoneo a garantire un’appena dignitosa azione di governo. Ancora una volta, la politica regionale sta dando un indecente spettacolo che danneggia enormemente l’immagine dell’Isola.
È una situazione vergognosa denunciata di continuo in Sicilia e fuori dalla Sicilia dagli organi di informazione. Ciò nonostante, si continuano a trattare posti e prebende per mettere insieme una qualunque maggioranza, senza tener conto degli appuntamenti che la regione continua a perdere e pregiudicando il futuro dei siciliani.
Bisogna porre fine a questo scandalo, richiamando i partiti al senso di responsabilità, soprattutto i partiti nazionali, che devono promuovere tutte le azioni necessarie per ridare dignità alla vita politica isolana. La Sicilia non ha bisogno di governicchi che tirano a campare e il cui unico scopo è quello di garantire la sopravvivenza della legislatura per evitare azioni anticipate. Si deve fare qualcosa per ridare la speranza ai siciliani onesti, che guardano con disprezzo a tutto quanto sta avvenendo nei palazzi della politica.
Una Giunta come quella che si sta cercando di mettere insieme tra smentite, sconfessioni e aggiustamenti, danneggia la Sicilia e costituise un danno enorme per la stessa immagine dei partiti nazionali e per il più grande di essi: il Partito Democratico. Staccare la spina al più presto, per evitare che a Palermo si ripeta quanto successo a Roma con la Giunta Marino allorché si è tollerato troppo un preoccupante vuoto di potere, costituisce un doveroso atto di responsabilità.
Per l’esecutivo regionale LabDem Sicilia

Francesco Barbalace

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