di Daniele Lo Porto

Commissari straordinari: un altro giro di valzer. E così il gran ballo delle ex Province regionali durerà oltre due anni.  L’Assemblea regionale ha, infatti, approvato la legge che prevede i commissari fino all’ 8 aprile del 2015. Una legge votata in gran fretta e in ritardo, perché il “buco” legislativo aveva costretto il presidente rivoluzionario a nominare commissari ad acta, nell’attesa di una sempre meno probabile costituzione dei Liberi consorzi dei comuni. Un pasticcio dopo pasticcio, insomma, e la conferma che a Crocetta è concesso tutto, anche di aver tolto, per oltre due anni, la possibilità ai siciliani di esprimersi democraticamente sull’elezione dei propri rappresentanti in una istituzione  sula quale, al di là delle chiacchere da salotto televisivo, era delegate grandi e dirette competenze (dall’assistenza di particolari soggetti disabili alla manutenzione di scuole superiori e strade di interesse sovra comunale). Nel frattempo tutti i commissari si limitano ad una mera gestione ragionieristica e, in alcuni casi, i più audaci o ubbidienti, alla cessione di pezzi del patrimonio provinciale.

Neanche Raffaele Lombardo, che dei commissariamenti ne aveva fatto una precisa e spietata regola di gestione politica, era arrivato a tanto. E, soprattutto, né a Lombardo ad altri sarebbe stato consentito con complice disattenzione generale di gestire così la pubblica amministrazione e le regole della democrazia. Ma, al rivoluzionario di nuatri tutto è permesso, purchè si sventoli il vessillo della, presunta, legalità.

 

 

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