Senza fronzoli: Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana, armato di stiletto, ai microfoni della trasmissione di Rai Radio 2, “Un giorno da pecora, toglie qualche sassolino…ehm..macigno dalla scarpa, attaccando Matteo Salvini e Maurizio Lupi.

Prima, però, ci tiene a puntualizzare, con la solita calma che lo contraddistingue, l’indagine per abuso d’ufficio che lo vede coinvolto con Antonio Ingroia: “L’indagine su di me? Una ca… col botto!”. Ma capodanno è passato da un pezzo, e di botti ne sono stati sequestrati tanti! Forse per via dei troppi caffè, forse per via dello stress per la preparazione della nuova legge finanziaria, ma questo Crocetta ne ha per tutti, nessuno escluso. “Che io fossi indagato l’ho appreso dai giornali, come ha detto Ingroia. Sicilia e Servizi deve gestire per legge i servizi della Regione: se l’avessi chiusa, sarei andato in galera per interruzione di pubblico servizio. Per dire, dentro questo servizio c’era il 118: se questo non fosse stato più attivo, e qualcuno moriva, io sarei stato condannato per omicidio”.

La seconda parte della “crocettata” va in onda sulla stessa emittente radio, quando dai fuochi d’artificio si passa al “paladino della giustizia” Matteo Salvini: “ha detto che io sono il peggior presidente di Regione in Italia? Lui lo dice perché strizza l’occhio all’Mpa di Lombardo e perché vuole giustificare il fatto che in passato la Lega ha stretto alleanze con Cuffaro”. Ma queste non sono stilettate: sono colpi di spada ben assestati, da vero esperto!

E perché parlare del leader di uno dei partiti che nel territorio “lombardo” (e veneto) ha trovato forze utili in passato, e non tirare in ballo un altro “Lombardo”? E’ la settimana dei Rolex, si sa, dopo la vicenda che ha visto coinvolto Maurizio Lupi e il figlio: “I Rolex in regalo? Me lo ha regalato Lombardo, il giorno che sono diventato presidente della Regione Sicilia. A lui l’aveva regalato un emiro, era tutto d’oro, valeva ventimila euro, ma tutto è avvenuto in maniera ufficiale”. Emiri, ministri e uomini d’onore, insomma. Ma forse questo genere di regali non piace a Crocetta: “Considerando che era un regalo che non mi spettava, l’ho messo nella cassaforte della Regione. E ogni tanto mando qualcuno a controllare che ci sia”, perché non si sa mai.

E il presidente della Regione, infine, diffidente come sempre, non crede alla buona fede del ministro Lupi: “Poverino! Guarda caso il figlio, neolaureato, appena uscito dall’università prende tutti i grandi appalti italiani: sarebbe ora che si dimettesse. Per uno che lavora con la pubblica amministrazione c’è un’incompatibilità col botto”. E si sa che qui, in Sicilia, queste cose non succedono…

In Sicilia, infatti, c’è un clima di speranza, senza alcuna perturbazione all’orizzonte: “La Regione non fallirà: con lo Stato abbiamo un contenzioso di tre miliardi e mezzo, però lo stiamo risolvendo. E se la Sicilia non fallirà, sarà merito anche di Renzi”. Va tutto bene, insomma: il sole splende nel cielo, anche in questa regione giunge la primavera, ed è sempre il momento di “botti” e “crocettate”, quasi come se non stesse accadendo nulla.

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