di Salvo Reitano

Il dado è tratto. All’interno del Pd i giochi sono fatti. La pace con i “cuperliani”, arriva come un toccasana dopo mesi di scontri e Rosario Crocetta ha varato il suo terzo governo. Niente male in due anni di legislatura. Non ci soffermeremo sui nomi dei nuovi assessori, chi entra e chi esce, chi torna  e chi rimpiazza chi, avremo modo di parlarne. Prima c’è un passaggio da non sottovalutare.
La conferenza dei capigruppo, riunita a Palazzo dei Normanni, infatti, ha fissato per domani, giovedì, in aula alle 16,00, la mozione di sfiducia del centrodestra e del M5s al presidente Rosario Crocetta.
“Chi sperava all’interno del centrosinistra – afferma il deputato dell’opposizione Nello Musumeci – di allungare i tempi per votare la mozione di sfiducia a Crocetta ci sarà rimasto male. Niente tempi lunghi, niente margini per aprire il mercato degli assessori, per tentare pressioni e ricatti. E’ passata la nostra tesi dei tempi stretti: giovedì vedremo in Aula chi ha bluffato in questi mesi e chi vuole davvero mandare a casa questo governo inutile e dannoso.”
Come potete notare il compito di spiegare al lettore cosa sta succedendo in queste ore nel cosiddetto “palazzo della Regione” si fa sempre più arduo. Siamo ormai ai giochi di prestigio, talmente complicati, sottili e spregiudicati che per seguirne e ricostruirne i passaggi ci vogliono dei maghi di lungo corso, e noi non apparteniamo a questa categoria.
Alcune cose però le abbiamo afferrate, che forse al protagonista principale di queste vicende, il presidente Crocetta, sfuggono. E la prima è questa: che intorno al varo di questo terzo governo c’è già puzzo di morto. Perchè se non ha dato prova di un certo nerbo in questi due anni, ci viene difficile capire come possa farlo ora spostando e cambiando nomi e assessori, perchè è la manovra con cui lo hanno affossato che condanna senza appello un’esperienza di governo fallimentare.
Sappiamo tutti chi sono coloro che l’hanno ideata e tessuta: sono le anime scontente del Pd che prima gli hanno fatto mancare la fiducia e ora, pronti a salire in sella, negano di averlo fatto e plaudono raggianti al nuovo corso.
Qualcuno, a questo punto, ci accuserà di rendere drammatica una situazione alla quale abbiamo fatto il callo. E’ vero, ma il guaio è proprio questo: che avendoci fatto il callo, i siciliani non reagiscono e non s’indignano più.
Crocetta e la sua maggioranza non possono più bleffare. Catalogati, ormai, come quelli del doppio gioco e del tradimento perpetrato sulla pelle dei cittadini. Anche quando non dovesse passare la mozione di sfiducia, a Palazzo d’Orleans siederanno dei fantasmi non diversi da quelli che li hanno preceduti
L’impressione che se ne ricava è che questo esecutivo morirà solo di se stesso e noi dobbiamo rassegnarci a trascinarcene dietro il cadavere fino alla fine della legislatura.

S.R.

A proposito dell'autore

Catanese, classe 1957, si definisce semplicemente un giornalista. Ha collaborato a quotidiani e periodici con esperienze alla radio e in televisione. Negli ultimi anni ha ricoperto l'incarico di addetto stampa in enti e istituzioni. Scrive di politica, attualità, costume e cultura. Cerca sempre di scoprire il lato umano delle cose anche quando è costretto a raccontare avvenimenti poco piacevoli. Ama Roma e sogna di abitare in un attico a Piazza Navona.

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