manager Regione Sicilia

Sicilia – Sulle società partecipate, la Corte de Conti bacchetta la Regione per ritardi, inadempienze e omissioni.

La Regione replica: “Scusate. Abbiamo pochi dirigenti e problemi di liquidità”.

2.000 dirigenti non gli “abbastano”.  2.000 dirigenti che dirigono 18.000 impiegati, ossia nove impiegati a testa – ma pare ci siano anche casi di dirigenti senza collaboratori, che quindi dirigono se stessi.  Me l’immagino:

-A che punto è quella pratica urgente, Giovanni?

-La devo ancora cominciare, Giovanni.

-E quando la cominci, Giovanni?

-Non lo so Giovanni.

-Va bene Giovanni.

E l’assessore “rimproverato” che cosa risponde alla Corte dei Conti? Che non ha potuto mandare le informazioni richieste in tempo perché gli mancano 30 dirigenti. Ma non può andarne a prelevare due o tre vagonate da qualche altro Assessorato? Io dico che all’Assessorato di provenienza, con tutta la folla di dirigenti che c’è, nessuno si accorgerebbe della scomparsa.

E poi c’è l’altra cosa che lamenta la Regione: la crisi di liquidità. Guardate che circolo vizioso perfetto, un capolavoro: la Regione butta una montagna di soldi per le partecipate; la Corte dei Conti allora le chiede informazioni precise perché vuole mettere un freno allo spreco; la Regione, che i soldi li sta sprecando anche in personale – e cioè, come abbiamo visto, in impiegati e dirigenti in numero rispettivamente 7,4 e 16 volte superiore ad altre regioni – allarga le braccia: “Non  ce la facciamo a darveli rapidamente perché non abbiamo soldi, ci servirebbero altri 30 dirigenti”. Capito? Per occuparsi del problema degli sprechi sulle sue partecipate la Regione vorrebbe sprecare ancora più soldi sul suo personale.

Ovviamennte l’idea di organizzarsi meglio e fare produrre di più il personale che ha già non le passa neanche per la testa.

Non è una meraviglia?

Carlo Barbieri

 

 

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