PALERMO − L’approvazione da parte della Quarta commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana dell’emendamento alla Finanziaria che regolamenta l’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico è un ottimo segnale per l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Vania Contrafatto, mentre Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del PD e promotore del ddl sull’acqua pubblica si dice “Sorpreso e amareggiato”.

“Sono rimasto sorpreso e amareggiato dalla “scorrettezza politica” di due deputati del movimento 5 Stelle all’Ars che, nonostante un tavolo di confronto sull’acqua pubblica al quale lavoriamo con i rappresentanti del Forum, i movimenti referendari e quelli per il ddl di iniziativa popolare, con un blitz in commissione, hanno dato via libera ad un emendamento alla Finanziaria che prevede l’istituzione dell’Ambito unico regionale sull’acqua, pregiudicando la possibilità di ripubblicizzare il servizio idrico in Sicilia”.

“La seduta della commissione Territorio e Ambiente – ha detto Panepinto – alla presenza degli esponenti del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino (presidente) e Valentina Palmeri (componente) e di soli alti due membri della commissione, è stato dato parere favorevole ad un emendamento alla finanziaria. Una mossa scorretta, un ‘blitz’ che può avere gravi conseguenze sul percorso che deve portare all’acqua pubblica e che una mette a rischio una collaborazione che fino ad ora aveva prodotto buoni risultati”. Panepinto precisa che “stavamo” portando avanti un ddl organico, in accordo e dialogo. “Davvero non comprendo cosa possa avere “ammaliato” i deputati 5 Stelle: evidentemente gli interessi che ruotano attorno alla definizione della normativa sull’acqua fanno passare in secondo piano gli accordi presi con cittadini, associazioni e parlamentari. E, per favore, che nessuno tenti di raccontare questa come una ‘mossa per evitare il commissariamento’, dal momento che eravamo ormai ad un passo dalla definizione del ddl organico in commissione”.

“Mi stupisco meno – continua il parlamentare PD – del sostegno all’emendamento dato dall’assessore all’Energia Vania Contrafatto: da un assessore che non partecipa ai tavoli di discussione e poi dà parere favorevole a questo emendamento per telefono, ormai mi aspetto di tutto”. “A questo punto – conlcude – attendo il parere della commissione Bilancio e della presidenza dell’Ars: basta un’occhiata per rendersi conto che questo emendamento non rientra in materia di finanza, e dunque va dichiarato improponibile”.

Per Vania Contraffatto, invece, questa approvazione è un ottimo segnale, in linea con la volontà del governo che consentirà alla Sicilia di evitare l’infrazione comunitaria e il commissariamento.
“Si tratta di un passo avanti importante, fortemente auspicato da questo esecutivo – dichiara l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità che aveva già presentato degli emendamenti ad hoc, e che si muove nella direzione di un servizio idrico efficiente e armonizzato che tenga conto delle esigenze di tutti i Comuni, piccoli e grandi. L’acqua è e rimane un bene pubblico che va però gestito al meglio, evitando sprechi e garantendo gli stessi diritti a tutti i siciliani”.

Intanto, arriva un appello a Crocetta, da parte del coordinatore dell’associazione Net Left Luca Lecardane. “Presidente deve attivarsi con il governo nazionale, per farsi restituire i soldi che alla nostra regione disastrata spettano. Con la sentenza 65/2015 depositata il diciassette aprile, la corte costituzionale, dichiara che non spettano allo Stato, ma alla Sicilia, alla Valle D’Aosta e alle province autonome di Trento e Bolzano, le maggiori entrate derivanti dall’aumento delle accise sull’energia elettrica.
Si tratta di 235 milioni di euro che sono come manna dal cielo – dichiara Lecardane – per una regione disastrata e quindi chiediamo al Presidente Crocetta di attivarsi immediatamente con il governo nazionale per farsi restituire questi soldi e così dimostrare di non essere succube del governo nazionale. Lo invitiamo, inoltre, visti gli accadimenti degli ultimi due anni per cui il governo Renzi ha tolto tante centinaia di milioni di euro alla nostra Sicilia, a far pesare l’autonomia del nostro Statuto nei confronti dello Stato centrale”.

 

 

Francesca Capizzi

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