E’ la fine, forse. Si spera. Così, mentre in Grecia il “No” alle trattative sul debito pubblico sconvolge formalmente – e non definitivamente – l’equilibrio dell’Europa, in Sicilia la direzione del Partito Democratico molla il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che si dice pronto a dimettersi qualora non fosse più gradito. E non si capisce cosa aspetti ancora. O cosa intercorra dalle parole ai fatti, in questi casi.

Ciò che, indelebile, rimarrà nella storia siciliana è il momento di stallo senza precedenti nel quale viviamo, probabilmente condizionato dal caldo della stagione estiva che trasporta pensieri e idee al mare, sotto gli ombrelloni. Ma la politica non deve – o non dovrebbe – andare in vacanza. Così, forse incuriosito dalle correnti europee “secessioniste”, dalla Grecia – da quella “antica” – Crocetta ha rispolverato la trovata della composizione di una commissione di “saggi”, pronta a colmare l’enorme buco lasciato dalle dimissioni dell’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, ormai libera da vincoli e impegni lavorativi.

La proposta è quella di affidare la Sanità regionale a un comitato formato da Francesco Basile (presidente della Facolta’ di Medicina presso l’Universita’ di Catania), Gaspare Gulotta (direttore della scuola specializzazione chirurgia generale Universita’ di Palermo), Marco Restuccia (direttore generale del Politecnico di Messina) Antonio Candela (direttore dell’ASP Palermo), il ragioniere generale Salvatore Sammartano (ex direttore generale della Sanita’), e Bruno Gridelli, direttore dell’ISMETT. I “saggi” verranno poi supportati dalla consulenza di due direttori generali dell’assessorato alla Salute, Gaetano Chiaro e Ignazio Tozzo.

Una mossa che non è piaciuta a chi guardava alle dimissioni della Borsellino come ad una svolta positiva. Né, tantomeno, a chi comprende la resa dell’ex assessore e adesso chiede risposte concrete. In particolare, una denuncia decisa parte dall’Anaao Assomed Sicilia – associazione medici dirigenti – che contesta l’idea di Crocetta definendola in conflitto d’interessi con l’assessorato alla Salute.

“Le traumatiche dimissioni della Borsellino ci lasciano perplessi”, dichiara il segretario regionale, Pietro Pata. “Tutto ciò ci fa capire che stiamo solo perdendo tempo: se è vero che un assessore dovrà comunque essere nominato, non comprendiamo come mai il presidente della Regione chieda aiuto ad un comitato formato da due direttori, Candela e Restuccia, in pieno conflitto d’interessi, visto che l’assessorato poi andrà valutare l’operato degli enti che dirigono”, ha affermato.

“Oltretutto non abbiamo bisogno di universitari in quel ruolo: l’assistenza sanitaria deve essere garantita da assessori e direttori: l’Università c’entra ben poco”, ha aggiunto. “Più in generale l’idea è che questo settore stia andando a schiantarsi contro un muro ad altissima velocità”, ha spiegato Pata.

A far da contorno alla “commissione dei saggi”, infatti, i dati forniti dall’analisi della Corte dei Conti che mette in risalto la grave situazione anche dal punto di vista economico, nonché i disastri causati dalla cattiva gestione della Borsellino: nel 2014, su 17,6 miliardi di euro di uscite complessive, 9,5 sono stati utilizzati per ospedali e assistenza. Più del 50%, insomma.

“I dati parlano chiaro, e sorge spontanea una domanda: a chi stiamo affidando la nostra Sanità? E il tutto viene confermato giornalmente dalla decrescita del turismo sanitario, visto che i nostri cittadini preferiscono andare altrove a curarsi a causa delle infinite liste d’attesa e della qualità dei servizi offerti”, ha proseguito. Il sindacato non critica, invece, la decisione della Borsellino: “Comprendiamo appieno le dimissioni perché il “caso Tutino” ha sconcertato tutti, perfino lei, inducendola a tale scelta. Il problema è che questa cade in un momento estremamente difficile, nel quale vi sono dei punti importanti che i “saggi” dovranno per forza focalizzare, come quello delle piante organiche degli istituti e della rimodulazione degli edifici sanitari. Siamo sicuri che verranno presi in considerazione dai nuovi direttori?”, ha dichiarato.

E, dato che si tratta di una carica, a giudizio di molti, seconda per importanza solo a quella di governatore, l’Anaao Assomed non ci sta e tuona: “Invece di nominare una commissione, perché non nomina un assessore? La sensazione è che Crocetta non sappia più che cosa fare e che questo sia solo un modo per buttare fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Dice che ha l’uomo pronto a ricoprire la carica, perché non lo nomina? – aggiunge Pata – Che si muovano: noi non possiamo aspettare mesi, né settimane: la Sanità in Sicilia non può aspettare i tempi della politica”, ha concluso il segretario regionale del sindacato.

E la sensazione, all’indomani della “riunione” della direzione, è che neanche il PD sappia davvero dove andare o cosa fare di Rosario Crocetta. E che il “Comitato dei Saggi” sia solo un inutile guadagno di tempo per allontanare lo spettro del fallimento “ufficiale” di un Governo a cui resta soltanto di bere la famosa “cicuta”.

Antonio Torrisi

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