PALERMO – L’Assemblea regionale siciliana ha approvato con 38 voti a favore e 19 contrari e 2 astenuti la legge che integra la riforma delle ex Province, che aveva istituito le Città metropolitane di Palermo Catania e Messina e sei Liberi Consorzi di Comuni. Una parte dell’opposizione ha lasciato l’aula. Tra gli astenuti anche il presidente della Assemblea Giovanni Ardizzone.

L’Ars ha approvato la riforma delle ex Province, ma slittano ancora le elezioni. Il via libera è arrivato dopo un acceso dibattito. E non sono mancate le sorprese, per due volte, infatti, la maggioranza è stata battuta. Secondo il nuovo testo, che ha provato a correggere i punti critici che avevano portato il Consiglio dei ministri a impugnare la legge approvata lo scorso agosto, la guida delle città metropolitane non andrà in automatico al sindaco del comune capoluogo.

I nomi di chi sara’ chiamato a guidare i nuovi enti di area vasta, diversamente da quanto previsto dalla legge Delrio, saranno scelti tramite elezioni di secondo livello. Le elezioni si terranno una domenica tra il 15 aprile ed il 30 giugno, dopo la tornata delle elezioni amministrative. Il termine però è stato prorogato al 15 settembre in prima applicazione.

Il gruppo parlamentare di Sicilia democratica si ritiene soddisfatto per l’approvazione in Aula della legge sui liberi consorzi e le città metropolitane che finalmente ha chiarito quelle parti che erano state oggetto di rilievo da parte del Governo nazionale.

” Ci siamo adeguati alla legge Delrio e questo consentirà agli enti di area vasta di poter entrare a pieno regime e usufruire di tutti i finanziamenti disposti dal Governo per le Regioni che hanno una legge organica di settore”. Lo dicono i deputati di Sd all’Ars, Giambattista Coltraro, Pippo Currenti e Salvo Giuffrida.

“Con questa legge sulle Province avete mortificato, umiliato e oltraggiato lo Statuto siciliano. Da oggi in poi nessuno in quest’Aula ha più il diritto di rivendicare l’autonomia regionale, se non per difendere inconfessabili prerogative. Tanto vale abrogarlo lo Statuto. Questa legge è fra le peggiori votate dall’Ars in settant’anni. Nessun risparmio, nessuna garanzia per i dipendenti, maggiore isolamento per i sindaci e nessuna utilità per cinque milioni di cittadini. Avete creato una istituzione simulata, senza democrazia, perché la avete abolita. Affiderete a poche persone, al posto di quattro milioni di elettori, il compito di decidere i vertici dei Liberi Consorzi e delle Città metropolitane. Avete resuscitato le cordate tra i Partiti. Tra qualche mese vedrete i risultati disastrosi di questa finta riforma.”

È quanto ha detto Nello Musumeci, dichiarando in Aula all’Ars il proprio voto contrario al ddl 1070/A in materia di Liberi Consorzi e Città metropolitane.

 

 

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