Ieri pomeriggio all’Ars il governo della Regione e la maggioranza sono stati battuti, è stata bocciata infatti la riforma delle Province voluta da Rosario Crocetta. Dei deputati andati al voto in 36 hanno approvato l’emendamento soppressivo della riforma, a fronte dei 22 contrari. Tra i parlamentari che hanno votato contro il ddl del governo anche 7 dei 29 della maggioranza. Con l’emendamento del M5s è stato soppresso l’articolo 1 del ddl di riforma che prevedeva l’istituzione di 6 Liberi consorzi di comuni e tre città metropolitane di vasta area (Palermo, Catania e Messina). “Ancora una brutta figura per il governo Crocetta. La legge dei finti riformisti, che da due anni doveva abolire le Province e fare risparmiare denaro pubblico, era solo un bluff. Appena è stato scoperto l’inganno, il disegno di legge è stato affossato dalle opposizioni, grazie all’aiuto della stessa maggioranza. L’arroganza e la sicumera del Partito democratico ha prodotto questo pessimo risultato. Ora pensiamo a dare un bilancio serio alla Regione per evitare la paralisi. A giugno torneremo a parlare delle Province, per una riforma vera e seria, che faccia risparmiare e dia servizi alla gente.”Lo ha detto l’esponente dell’opposizione Nello Musumeci, commentando l’approvazione dell’emendamento soppressivo che ha affossato il ddl di riforma delle province presentato dal governo. ” Insieme agli altri esponenti dell’opposizione, che si sono riuniti oggi in conferenza stampa, Musumeci ha proposto “un tavolo politico che stabilisca i capisaldi del nuovo ddl sulle Province” per la riforma che approderà di nuovo in Aula dopo la Finanziaria.
“Il voto dell’Ars sulla riforma delle Province lascia un segno in questa legislatura – ha dichiarato Fausto Raciti, segretario regionale del Pd – e bisogna aprire una riflessione molto seria. A questo punto serve un vertice di maggioranza alla presenza del presidente Crocetta: ci si deve guardare negli occhi, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità”. Marco Falcone di FI, ha ricordato che “la maggioranza Pd e l’esecutivo, che hanno tentato di fare passare una legge che null’altro è se non il frutto di un pasticcio, nonostante gli inviti dell’opposizione a dare priorità al Bilancio regionale, sono stati puniti”. “No sono d’accordo con la proroga dei commissari delle Province”. Lo afferma il deputato regionale di Sicilia Democratica e Sal, Giambattista Coltraro, il quale continua: “Sono per un’attività politica di riforme strutturali per la Sicilia. E non è pensabile lasciare ancora le Provincie spoglie di alcun valore istituzionale. La riforma delle Province doveva a mio avviso essere portata avanti come in realtà è avvenuto a livello nazionale. Anzi, il Ddl sulle Province doveva rappresentare un caposaldo dei lavori dell’Assemblea. E questo anche se alcuni aspetti, come i profili delle competenze delle ex Province, potevano essere perfettibili. Ma una cosa – conclude l’on. Coltraro – è discutere la riforma in Aula e un’altra è nascondersi dietro un voto segreto che non serve ad altro che a mantenere vecchi sistemi di gestione del potere”.

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