PALERMO – La casa di Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione, potrebbe essere pignorata: negli scorsi giorni, infatti, Riscossione Sicilia, agenzia che si occupa di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate, ha notificato un avviso preventivo di accensione di un’ipoteca a causa di un debito fiscale di 181 mila euro.

Questo non è altro che l’ultimo risultato di un’operazione, quella di Riscossione Sicilia, che mira a controllare i movimenti dei deputati all’Ars, evitando così debiti e manovre “ambigue”: e Cuffaro, infatti, non è il solo. Nei giorni scorsi, la società ha inviato alla segreteria dell’Ars un “atto di pignoramento di crediti verso terzi”, chiedendo di trattenere una percentuale dell’assegno mensile, con questa scansione: 1/10 per assegni mensili fino a 2.500 euro; 1/7 fra 2.500 e 5.000; 1/5 oltre i 5 mila euro.

Tra i nomi “illustri” figurano otto attuali deputati: Raffaele “Pippo” Nicotra (91mila euro), Paolo Ruggirello (34mila), Michele Cimino (25mila euro) Marco Forzese (2.528,92), Giuseppe Gennuso (16mila), Dino Fiorenza (10mila) e Gino Ioppolo (4mila).

Tempestiva la risposta di Marco Forzese, che ha dichiarato di aver già estinto il debito: “Leggo con stupore l’inserimento del mio nominativo nella “blacklist” dei debitori di Riscossione Sicilia: la mia situazione è già stata risolta parecchi mesi fa”, ha spiegato. “Come detto tempo addietro, l’operato di Riscossione Sicilia puó solo aiutare la nostra terra a risollevarsi e cambiare lo stato delle cose: a patto, peró, che tutto funzioni correttamente. Se, infatti, ci si imbatte in errori di questo genere, con situazioni debitorie non aggiornate, si rischia di non valorizzare al meglio un sistema che come primo obiettivo deve avere, al contrario, il massimo controllo di ogni movimento. Ed è un peccato.”, ha commentato Forzese.

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