Salvo Reitano

Ormai certo l’addio dell’assessore alle Attività produttive: nelle ultime settimane hanno lasciato il governo regionale Ettore Leotta, Nino Caleca e Lucia Borsellino 

Giorni bui per il presidente delle Regione Rosario Crocetta, ormai sempre più solo. Il suo governo cade a pezzi. Il caso Tutino, con le presunte intercettazioni, ha acceso la miccia e ora l’incendio sembra propagarsi senza sosta.
E’ di queste ultime ore la notizia che Linda Vancheri, assessore alle Attività produttive, è ormai a un passo dalle dimissioni. Indiscrezioni dicono che la lettera è pronta. Una mazzata, per il presidente Crocetta, che nel breve volgere di pochi giorni perde il quarto assessore, dopo Ettore Leotta, Nino Caleca e Lucia Borsellino.
Le dimissioni di Linda Vanchieri, sarebbero dettate da una scelta personale per ragioni professionali e che sono il punto di arrivo di un percorso, ormai completato, che riguardava alcuni atti legati ad Expo.
Insomma, l’assessore alle Attività produttive, espressione di Confindustria che è rappresentata nella giunta regionale dal 2009, prima di lei il posto era occupato da Marco Venturi, è ormai fuori dalla squadra di Crocetta. Il governatore che avrebbe dovuto rivoluzionare la Sicilia, continua a perdere pezzi e, come era prevedibile, minimizza facendo intendere che si tratta di una scelta concordata e di un passaggio annunciato.
“Da sei mesi con Lina Vancheri – dice il presidente – abbiamo concordato che dopo gli atti dell’Expo dovesse lasciare per iniziare una nuova avventura lavorativa. Ha avuto la proposta di un prestigioso incarico lavorativo a livello internazionale, e siccome Linda non ha mai pensato di fare politica a tempo pieno, le chiesi io stesso di concludere il percorso amministrativo che aveva avviato con senso di responsabilità.  Lei ha accettato e credo che nei prossimi giorni definirò con lei”.
Tutto semplice. Macchè. La tempistica delle dimissioni della Vancheri, in questo particolare momento, avrebbe irritato non poco Crocetta il quale, appresa la decisione avrebbe invitato l’assessore dimissionario  a prendere tempo per evitare ulteriori segnali di divisioni all’interno della compagine di governo. Intanto le dimissioni sono lì, e sono irrevocabili, quasi a completare un quadro tutt’altro che roseo.
Nel giro di qualche settimana sono arrivate le dimissioni dell’assessore alla Funzione pubblica Ettore Leotta, che ha dichiarato di non potere più sopportare i continui spostamenti in autostrada dopo il crollo del viadotto che divide in due la Catania-Palermo, poi quelle dell’assessore all’Agricoltura Nino Caleca, sostituito da Rosaria Barresi, comunicato all’indomani della nomina di Giovanni Pistorio, con parole dure che non lasciano spazio ad interpretazioni. Per Caleca quella scelta avrebbe rappresentato un “ritorno al passato”. A completare la fuga, l’assessore alla Sanità, Lucia Borsellino,  per le note vicende del caso Crocetta-Tutino.
A questo punto sembra proprio che il “crocettismo” in Sicilia volge inesorabilmente al termine. Il governatore, come “La locomotiva” di gucciniana memoria, corre senza meta verso un binario morto.

S.R.

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