ROMA – “A Crocetta chiediamo un atto di resipiscenza e di dignità: lasci! Sarebbe l’unico risultato positivo per la nostra terra dopo un’azione tanto approssimativa ed insufficiente. Almeno potrà passare alla storia per l’unico gesto di coscienza di cui ancora può essere capace: quello di allontanarsi definitivamente da una terra che non meritava tanto”. Così i senatori siciliani autonomisti Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone, del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, dopo la Relazione sul rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2015 diffuso dalla Corte dei Conti.

“Il 2015 – denunciano – è in assoluto, nel quinquennio, l’esercizio con il peggiore valore netto patrimoniale, I’ammontare dei mutui ha superato il totale delle attività. Il conseguente debito relativo graverà drammaticamente sulle generazioni future rischiando di impedire ogni possibile sviluppo. I continui episodi di corruzione fanno fuggire gli investitori. Senza trasparenza e senza semplificazione delle procedure non si riducono i fenomeni di corruzione e si alimenta la crisi economica. Questi i dati più significativi della Corte dei Conti e il relativo commento del procuratore generale d’appello Diana Calaciura Traina. Il conto consuntivo sembra un ‘compitino’ svolto da Baccei, emerge con chiarezza che il governo regionale si è limitato al rispetto dei nuovi parametri nazionali. Incapace di far valere le ragioni statutarie, ha rinunciato al contenzioso con la Corte Costituzionale accettando con il Governo Nazionale accordi a danno della Sicilia. Non risulta nessuna imputazione di spesa che immagini uno sviluppo serio della Regione, quindi nessuna nuova occupazione e nessun miglioramento dei settori su cui si sarebbe dovuto puntare. La sanità naviga a vista verso il fragore del default organizzativo che dura da troppi anni e non garantisce operatori e pazienti. Il territorio, vera ricchezza da tutelare, resta nella morsa dei reati ambientali tanto da regalare alla Sicilia (seconda solo alla Campania) il primato per illeciti ambientali. A quando un soffio di speranza da tanto ammorbato clima? “.

 

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