PHOTO_20150429_094120CATANIA − “Contro la Finanziaria regionale che taglia i diritti dei lavoratori e per ridare dignità al lavoro pubblico in Sicilia”. È stato questo lo slogan che ha accompagnato il corteo che ha sfilato oggi dalla prefettura fino a Palazzo Esa. A comporre la manifestazione, realizzata in concomitanza con i dipendenti delle province di Siracusa, Ragusa, Enna, Caltanissetta e parte di Messina, i lavoratori regionali, che sostenuti dai sindacati, proseguono la loro lotta contro il blocco di un biennio in più rispetto agli statali e agli enti locali, per scongiurare il rischio, oggi conclamato, di dichiarazioni di esubero che stroncherebbero drasticamente 1000 precari regionali.

“Ci sentiamo lontani da qualsiasi forma di tutela e legalità − tuonano i lavoratori − siamo convinti che la riforma delle Politiche Attive del Lavoro non sia un dialogo fra pochi intimi in una regione che da anni chiede trasparenza, restiamo in attesa di un riscontro e una apertura di dialogo”.
Un percorso lungo e difficile quello intrapreso dai lavoratori regionali, costellato di accuse e denunce, che attende solo di essere risolto nel nome del rispetto delle norme istituzionali e soprattutto dell’integrità e della dignità del lavoro. I sindacati dal canto loro promettono nuove battaglie, al fine d’arrivare ad una soluzione nel minor tempo possibile.
“Ci sono famiglie che attendono risposte − sottolineano le parti sociali − risposte che le istituzioni sono tenute a dare, e noi faremo il possibile affinché questo accada”.

I lavoratori regionali si sono dati appuntamento nelle due principali città siciliane, Palermo e Catania, per un corteo che ha raggiunto i “palazzi del potere” per far sentire la voce dell’indignazione. Accanto ai lavoratori tutti i sindacati che da tempo chiedono un confronto con la Regione e con il presidente Crocetta per evidenziare le difficoltà di una terra che ha bisogno di molti interventi.

“L’informazione che il Governo ha fatto sui ‘privilegi’ dei dipendenti regionali è falsa e tendenziosa – afferma Luca Crimi della segreteria regionale della UIL FPL. La si fa per difendere un’azione politica irresponsabile e assurda. In II commissione è stato approvato un testo della legge di stabilità carente di relazione tecnica e di tabelle fornite dalla Funzione Pubblica che possano spiegare i tagli sulle pensioni: la riforma del sistema previdenziale è già stata fatta per ben due volte in Regione, l’ultima nel 2003, e i regionali hanno già il sistema statale (CONTRIBUTIVO)”.
Dunque secondo quanto affermano i sindacati, si vogliono trattare per legge le norme contrattuali senza dare possibilità alle OOSS di poter confrontarsi: “la politica si sostituisce all’ARAN SICILIA”, aggiunge Crimi che evidenzia inoltre come “nella manovra si prevede un danno economico nei confronti del dipendente regionale per le assenze dovute alla malattia (l’indennità di contingenza non è tabellare come nello Stato dunque ci sarà la decurtazione salariale e sarà 10 volte più elevata per i regionali rispetto agli statali”.
Parlando poi del corpo forestale, il Governo sta consentendo il taglio di una indennità tabellare per i dipendenti quando nello Stato la stessa indennità è garantita.
“La regione – aggiunge l’esponente della UIL FPL – deve modificare la legge 10/2000 al fine di organizzare nel suo complesso l’amministrazione stessa. Il Governo vuole attuare il piano di allenamento con i dipendenti statali. A prescindere dai rinnovi dei CCRL (due per i Dirigenti ed Uno per il comparto), si deve garantire il diritto alla carriera iniziando dal riconoscimento delle professionalità dei regionali. Per tutti questi motivi diciamo basta ai veri sperperi regionali a partire dagli affitti”.
Luca Crimi conclude dicendo come sia necessario “difendere il giusto principio del diritto e la Sicilia dall’attacco del Governo Nazionale, si devono stralciare dalla manovra finanziaria le parti dannose del pubblico impiego e occorre che ci si impegni tutti a riformare organicamente l’amministrazione regionale post finanziaria. La Regione deve rivedere nel suo complesso la legge 10/2000: tutto si può fare, se si vuole, con un lavoro serio e puntuale per dare risposte vere e non finte ai cittadini”, dice infine il segretario regionale.

 

Nicoletta Castiglione

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