di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Il troppo stroppia, si sa. Evidentemente però, questo vecchio adagio Patrizia-Monterossonon dev’essere particolarmente noto al segretario generale Patrizia Monterosso, nè al dirigente del Lavoro, Anna Rosa Corsello, accusate di aver percepito indennità aggiuntive, oltre a quelle spettanti per contratto, per aver ricoperto ulteriori incarichi presso altri Enti, al momento non meglio specificati, senza restituire gli extra.

La Corte dei Conti di Palermo, quindi, servendosi della collaborazione degli uomini delle Fiamme Gialle, ha dato il via ad un’inchiesta chiarificatrice.

 Immediata la reazione dei dirigenti accusati, che si sono difesi dichiarando di aver agito in buona fede, nella convinzione di non far parte di quella categoria di soggetti sottoposti ad una legge risalente al 2010, legge che, appunto, regolamenta il numero e l’entità dei compensi, indennità comprese.

Non si tratterebbe, tuttavia, di un caso isolato. L’indagine in corso, infatti, mira a far luce anche sui 290 incarichi supplementari che la Regione Sicilia avrebbe assegnato ai propri dirigenti nel 2014.

Scrivi