Dopo l’approvazione del bilancio, da parte della giunta regionale guidata da Rosario Crocetta, fioccano le polemiche. La riforma delle Province non è stata approvata e anche i tagli alle indennità di sindaci e consiglieri comunali sono stati bloccati dall’Ars, ma il governo Crocetta ha ugualmente inserito i risparmi nel bilancio. Gli enti locali faranno subito i conti con 18 milioni in meno. Questi tagli, quindi, escono dalla porta della riforma delle Province ma rientrano dalla finestra del bilancio.

“Oggi le istituzioni catanesi hanno iniziato a fare pronto comune per i nostri teatri. Saranno presentati  degli emendamenti per ripristinare, sia per il Bellini sia per lo Stabile, il contributo dello scorso anno in modo da garantire un’attività dignitosa”, queste le parole del sindaco di Catania, Enzo Bianco, al termine della riunione con la deputazione regionale della provincia etnea svoltasi nel Palazzo degli elefanti e convocata per discutere della situazione dei finanziamenti dei teatri catanesi.

Alla  riunione erano presenti i deputati Anthony Barbagallo, Gianina Ciancio,  Nicola D’Agostino, Marco Falcone, Dino Fiorenza, Marco Forzese, Angela  Foti, Toti Lombardo, Antonio Malafarina, Alfio Papale, Nello Musumeci,  Raffaele Nicotra, Concetta Raia, Valeria Sudano e Gianfranco Vullo, il  presidente dello Stabile Nino Milazzo e tecnici della Ragioneria del  Massimo.

Il Sindaco ha sottolineato come la deputazione regionale catanese, composta da esponenti di tutte le forze politiche, dal Pd al  M5s, da Fi al Megafono, da Ncd all’Mpa, sia di opposizione che di maggioranza, avesse risposto in maniera straordinaria: “Anche coloro i quali non sono potuti venire alla riunione hanno telefonato per aderire”, riferendosi ai deputati Cappello, D’Asero, Ioppolo e Sammartino.

Bianco ha ricordato anche come sia emersa la necessità di “operare un riequilibrio con Palermo visto che sia il Massimo sia il Biondo hanno subito in proporzione minori decurtazioni rispetto ai teatri catanesi”.

Nella finanziaria si paventa un taglio quest’anno per il Bellini di Catania di 1,7 milioni di euro, l’11% in meno rispetto al precedente, e dal 2008  il contributo regionale, che rappresenta la quasi totalità delle entrate dell’ente, è passato addirittura da 21,7 milioni a 14. Lo  Stabile, invece, ultimi anni ha subito una diminuzione del contributo regionale del 58%.

Nel corso della riunione l’onorevole Musumeci ha sottolineato la necessità di far uscire i teatri dalla costante  provvisorietà che impedisce la programmazione. L’onorevole Raia ha ricordato come, fin dal 2008, si fosse battuta proprio perché fosse possibile una  programmazione triennale e l’on. Falcone ha sottolineato la necessità di  fare tutti la propria parte, maggioranza e opposizione. L’onorevole Fiorenza  ha parlato della necessità di unirsi per fronteggiare lo strapotere  palermitano non solo nel campo dei teatri e l’onorevole Ciancio ha  sottolineato la necessità di coinvolgere anche i privati.

“Su  suggerimento di alcuni deputati – ha aggiunto Bianco – a cominciare  dall’onorevole Musumeci, abbiamo deciso di rivederci in maggio per porre le  basi di una legge regionale che modifichi, dopo trent’anni dalla legge  istitutiva del  Massimo di Catania, la configurazione dei nostri teatri,  anche cominciando a immaginare, per esempio, una forma di  collaborazione molto stretta tra Bellini e Stabile sino al punto, come  qualcuno ha suggerito, da farli diventare un unica fondazione culturale  con due rami di attività”.

Il presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone incalza : “Sia chiaro che non sono il difensore di eccessi e privilegi. La mia posizione è la stessa dell’Anci: applicare in Sicilia le stesse indennità che spettano agli amministratori locali nel resto d’Italia – ha detto Ardizzone – ma qui si sta tentando un’operazione diversa e cioè attaccare gli amministratori locali per distogliere l’attenzione dai problemi veri della Sicilia. E questo non è accettabile. Qualche giorno fa è stato aggredito il sindaco di Aci Castello, nello stesso Comune in cui dieci anni fa il sindaco venne ucciso e questo è passato sotto silenzio. Non si può alimentare un clima che espone i sindaci e i consiglieri a un disprezzo indiscriminato, con delle generalizzazioni. Chi sbaglia, paga, ma questo accanimento mediatico sugli enti locali non è condivisibile”.

Ma non solo. Furioso anche il presidente del coordinamento regionale universitario della Sicilia, Giacomo Pignataro che reputa inaccettabili i tagli della Regione all’istruzione universitaria. “Apprendiamo da notizie di stampa – dichiara lo stesso Pignataro – che il disegno di legge sul bilancio della Regione Siciliana, approvato dalla Giunta di Governo, conterrebbe tagli significativi a vari capitoli di spesa riguardanti l’istruzione universitaria. Se queste notizie fossero confermate, si tratterebbe certamente di decisioni estremamente negative e inaccettabili perché comprometterebbero ulteriormente il diritto di accesso all’istruzione universitaria, in un momento in cui in Sicilia si registra una gravissima riduzione delle immatricolazioni. Le Università siciliane – conclude – chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione e con gli assessori all’Economia, all’Istruzione e alla Salute, per fare chiarezza sulla manovra finanziaria della Regione, per la parte che riguarda l’istruzione universitaria”. Pignataro si dice preoccupato e vorrebbe che si individuassero le misure necessarie per evitare che ancora più giovani perdano l’opportunità di una qualificazione formativa, indispensabile per il loro futuro e per quello dell’intera Sicilia.

Ad intervenire con una nota è anche il deputato Pd Mariella Maggio, che focalizza i problemi all’interno del partito di governo, il Pd. La Maggio critica il fatto che ancora una volta viene convocata una direzione provinciale del Pd, senza affrontare direttamente il punto più importante, legato alle gravi difficoltà della città e la conseguente linea dello stesso partito. “Dobbiamo finirla con questo continuo logorio che ha stancato me come tanti altri dirigenti e iscritti del Pd. Non possiamo continuare ad assistere al fatto che, dietro a certi ordini del giorno, si celino continui scontri alla ricerca di posizionamenti correntizi o smanie di protagonismo, senza discutere come partito dei problemi reali della gente”. La Maggio ha anche ricordato, come partito, quanto Palermo soffra di una delle più gravi crisi degli ultimi decenni . “Invece di proporre le nostre soluzioni – continua Mariella Maggio – continuiamo a trastullarci in ‘guerre’ assurde ed intestine. Dinanzi a un sindaco ormai distante dai cittadini per i mille problemi irrisolti, noi oggi dovremo decidere non sulla posizione dei democratici in Consiglio, fino ad oggi carente e poco chiara, ma su una deroga che finisce con l’aprire appetiti in seno al Consiglio stesso. Cosa è cambiato dall’ultima decisione della direzione nazionale del Pd, che proprio sugli assetti interni in Consiglio comunale aveva suggerito prudenza? Oggi più che mai questa prudenza non è necessaria? Le regole devono essere applicate sempre e in tutti i casi”. La parlamentare democratica conclude sottolineando che il dibattito e le posizioni del Pd non possono essere condizionati da chi strizza l’occhio ad un sindaco che sta mettendo in ginocchio Palermo e che, dal giorno dopo la sua elezione, lavora non per la città ma per ricandidarsi alla Presidenza della Regione.

Intanto respirano aria di forte preoccupazione, il segretario della Cisl Fp Gianfranco Di Maria e i componenti della Rsu della Provincia regionale di Caltanissetta, proprio quelli che hanno annunciato l’attivazione di un coordinamento regionale con le altre Rsu provinciali
per dare maggior voce all’attuale disagio dei lavoratori. Nell’arco di un paio di settimane si dovrebbe cominciare, ad attuare il sit-in due ore alla settimana, da svolgersi contemporaneamente da parte del personale di tutte e nove le ex Province regionali della Sicilia, e un concentramento generale previsto per il prossimo 8 maggio in un capoluogo da definire. Queste, sono state le proposte più significative scaturite dall’assemblea del personale della ex Provincia Regionale di Caltanissetta, svoltasi nell’aula consiliare dell’ente, indetta dalla segreteria sindacale della Cisl Funzione Pubblica ed aperta a tutti i dipendenti per discutere, all’indomani della recente bocciatura del ddl sui nuovi liberi consorzi comunali, bocciatura che rinnova le preoccupazioni circa il futuro dei lavoratori e le possibilità di continuare nel frattempo ad erogare regolarmente i servizi istituzionali.

“La vera ragione della bocciatura del ddl – ha detti Di Maria – è da ricercare nel previsto taglio del numero dei consiglieri comunali e dei relativi gettoni, provvedimenti che ora Crocetta ha dichiarato di inserire nella nuova finanziaria. Ma ad allarmarci sono state, nel frattempo, anche le dichiarazioni di alcuni deputati regionali che, uscendo dall’Ars, si sono detti favorevoli ad un recepimento in toto della legge nazionale Delrio. Com’è noto, vuol dire taglio del cinquanta per cento delle spese per il personale in servizio, e quindi preludio alla mobilità e all’eventuale ricollocamento, da noi oltre modo improbabile. Per questo dobbiamo tenere alta la guardia e seguire da presso la politica, mentre spiace che in questo contesto non si sia ancora levata alta la voce del sindaco di Caltanissetta così come quella del consiglio comunale”.

Intanto Crocetta, nei giorni scorsi, mediante una nota scritta, ha annunciato la nascita sulla sua pagina Facebook, di una rubrica settimanale in cui raccontare direttamente ai siciliani le sue gesta.

 

 

Francesca Capizzi

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