CATANIA – “Quanto sta avvenendo quest’anno ai danni di lavoratrici e lavoratori forestali, sia dell’Antincendio che dell’Azienda, è la Grande Vergogna della politica siciliana. Proclamiamo lo sciopero generale a oltranza. Ai partiti, intanto, chiediamo risposte concrete. Purché non siano troppo impegnati in queste ore a consumare l’ultimo, stucchevole, balletto di nomi e poltrone per formare un altro governo Crocetta: il quarto!”. Lo scrive Nino Marino, segretario regionale aggiunto e segretario provinciale della Uila, in una lettera aperta agli iscritti e ai lavoratori.

“Fin dall’inizio − afferma Marino − le attività di manutenzione e prevenzione incendi sono iniziate con notevole ritardo, con somme stanziate esigue ed a singhiozzo, per un disegno distruttivo di impegnare sempre meno risorse limitando così la qualità e la quantità del lavoro. Il Servizio Antincendio, ritornato miracolosamente autonomo, è stato decurtato del 20 per cento delle risorse con una serie di manovre politiche controverse e pasticciate per far uscire e, poi, rientrare con ritardo una parte dei lavoratori. Ciò ha prodotto un risultato disastroso: sia i centocinquantunisti, sia i centounisti non si sa dove e come possano completare le giornate. Stessa sorte è toccata è toccata all’Azienda Forestale, che ha avuto uno stanziamento regionale talmente insufficiente da bastare solo per alcuni mesi. L’attività lavorativa, quindi, è cominciata in ritardo ed è proseguita a singhiozzo fino alla farsa attuale rappresentata da prolungamenti per 3-4 giorni, infine persino un giorno!”. Il segretario dell’organizzazione di categoria Uil aggiunge: “Se a tutto questo aggiungiamo i notevoli ritardi sui pagamenti, le continue sospensioni dal lavoro, il taglio sul rimborso chilometrico, l’insufficienza dei mezzi e delle attrezzature messi a disposizione, emerge un quadro desolante e deplorevole. La Uila insieme con Fai e Flai ha inseguito in questi mesi un governo sempre più latitante con decine di riunioni, sit-in, manifestazioni e scioperi nel tentativo quasi disperato di impedire il blocco delle attività lavorative. Il Governo ha perseguito, invece, il disegno subdolo di prendere impegni senza mantenerli e mettendo a disposizione risorse ridicole affermando che le stesse sarebbero arrivate dal Fondo Nazionale Sviluppo e Coesione, che dovevano essere sbloccate con la famosa delibera CIPE, già nel mese di settembre. Anche in questo caso, però, il Governo ha mentito in quanto le somme solo state reperite solo da pochi giorni modificando lo stanziamento di circa un miliardo di euro, destinate a investimenti e infrastrutture, e impegnando appena 88 milioni per i lavori forestali. Così, peraltro, ha suscitato la protesta e i ricorsi di altre categorie che vedono in questa scelta uno scippo alle politiche di sviluppo”.

“Il risultato di tutte queste infinite menzogne − conclude Nino Marino − è che non c’è più certezza sul futuro della tutela idrogeologica e sulle immediate attività lavorative. La Uila, da troppo tempo ormai, ritiene necessaria una radicale riforma del settore per individuare nuove risorse e nuove competenze. Adesso, possiamo e dobbiamo solo salvare la nave che affonda! E ciò significa che entro la prossima settimana il sindacato farà un’azione forte e dirompente, usando ogni mezzo democratico per pretendere che tutti i forestali possano completare le giornate. Sono momenti drammatici: chiediamo a donne e uomini della Forestale di non dividersi, ma di restare uniti per difendere diritti e dignità”.

 

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